mercoledì 25 giugno 2008

Shibuya view from Starbucks.

Oggi siamo tornati allo Starbucks e finalmente abbiamo guadagnato il tanto ambito posto alla vetrata di fronte all'incrocio di Hachiko. E' ipnotico starsene lì seduti a contemplare l'immenso crocevia di persone sorseggiando un ottimo frappè (il Matcha Frappuccino, al thè verde, è il mio nuovo favorito e ha soppiantato quello alla vaniglia nell'olimpo delle mie bevande preferite). Nonostante la musica e la gente che si ha intorno, quel posto dalla visuale magnifica è assolutamente rilassante perchè paradossalmente riesci a isolarti e a pensare ai fatti tuoi in tutta calma, il che a mio parere lo rende ideale anche per lo studio o il ripasso.

Ecco qui il video che abbiamo girato al tavolo panoramico:

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Notare come l'immensa mandria di persone si muova in sincrono, invadendo la strada in pochi attimi allo scattare del verde e liberandola altrettanto velocemente non appena torna il rosso...in Italia una cosa del genere non sarebbe mai possibile, si avrebbe gente che attraversa in qualsiasi momento, verde o no^^; Affinchè ve ne rendiate conto meglio, posto anche una foto del prima:

E una del dopo, a verde iniziato:

Impressionante, non c'è che dire...fra tutti gli Starbucks di Tokyo, questo è sicuramente quello più famoso, ed offre il panorama più interessante. Ci passerei intere giornate, non mi stancherei mai di osservare l'andirivieni della folla! Shibuya è davvero un luogo magico, anche se il mio quartiere del cuore è sempre stato e rimarrà sempre Akihabara^^

sabato 21 giugno 2008

Testati per voi - Bevande & bibite (prima parte)

Siccome adoro il Junk Food giapponese e provo un piacere indescrivibile nel testare le varie schifezze che il mercato propone (ebbene sì, sono un po' masochista), intendo inaugurare oggi una nuova serie di post dedicata a questo argomento. Iniziamo parlando delle bevande, la maggior parte di esse acquistate nei konbini durante i nostri raid notturni XD

Minute Maid, Morning Banana - Millanta energia immediata per la mattina e sull'etichetta c'è scritto che è indicato per un'alimentazione corretta (LOL); la verità è che una volta che lo si prova a bere si rimane alquanto disorientati, perchè ci si ritrova con la bocca colma di una pappetta vomitosa dalla consistenza indefinibile al vago aroma di banana. DISGUSTOSO, la reazione immediatamente successiva è inevitabilmente il risputarlo nel contenitore (la foto aiuta a farsi un'idea della consistenza.) VOTO:☆☆☆☆☆ 0/5

ITO EN, Coffee Cinnamon Cappuccino - Bevanda fredda presa da un distributore automatico della metro pensando che fosse calda (non riesco a concepire un cappuccino freddo, e avevo dato per scontato che non lo fosse.) Tuttavia l'ho stoicamente assaggiato e sono rimasta piacevolmente sorpresa, perchè il retrogusto finale alla cannella ne esalta il sapore rendendolo gradevole. VOTO:★★★★☆ 4/5

White Coffee Hot - Bevanda divina che ho preso al distributore automatico della metro della stazione di Aoyama-Itchome. Si tratta di una specie di caffelatte/cappuccino, molto cremoso e saporito, la cui temperatura sfiora quella della lava incandescente. VOTO:★★★★☆ 4/5

Nescafè, Caffè freddo in lattina - Bevanda tipica, acquistata in un AmPm. Il sapore è quello del caffè, non ci sono sorprese; meritava di essere inserita nel post solo per la particolarità della confezione, ispirata a un manga che non sono in grado di identificare perchè non lo conosco^^ VOTO:★★★★☆ 4/5

Pepsi, Blue Hawaii Pineapple & Lemon - Bevanda inizialmente trasparente che assume un colore bluastro una volta entrata a contatto con l'aria, dopo aver aperto la bottiglietta. Gusto piacevole, retrogusto appena accennato di limone ma di ananas non ha assolutamente nulla e per i miei gusti è un pò troppo zuccherina; tuttavia, nel complesso è discreta. VOTO:★★★☆☆ 3/5

ITO EN, Succo multivitaminico all'uva, carota e qualche altro vegetale/frutto non ben identificato - Non c'è molto da dire, se non che sa veramente di disinfettante. Lo si può bere giusto per disperazione. VOTO:☆☆☆☆☆ 0/5

Pokka, Pineapple Squash - Bevanda al gusto di ananas che mi ha un po' spiazzato perchè è frizzante, talmente frizzante e dolce da risultare stucchevole e per niente dissetante. VOTO:★★☆☆☆ 2/5 (nella foto il tremendo succo multivitaminico e il Pineapple Squash)

Coca Cola Company, Soken Bicha - Bevanda al gusto di the all'orzo, ma di quest'ultimo componente non sono sicura perchè non riesco a tradurre tutto ciò che è scritto sull'etichetta. Inizialmente sembra brodo, tanto è amaro; poi il gusto cambia assumendo la parvenza dell'orzo tostato non zuccherato, e alla fine ti ritrovi a bere una specie di acqua sporca di Orzo Bimbo. Se non altro però è abbastanza dissetante. VOTO:★★☆☆☆ 2/5

Easy Way, Boba Tea - The freddo che abbiamo preso in un chiosco della catena Easy Way ad Akihabara, che propone questa bevanda la quale inizialmente sembra quasi totalmente priva di zucchero; però dopo i primi istanti ci si ritrova la cannuccia, che per altro ha un diametro triplo rispetto ad una cannuccia normale, letteralmente intoppata dalle palline gelatinose depositate sul fondo che in teoria andrebbero aspirate, masticate e mangiate, ma in pratica è un'operazione piuttosto difficile perchè tali sferette sono gommosissime e non si lacerano facilmente sotto i denti. A giudicare dal sapore dolciastro che hanno, sono loro il dolcificante del the. VOTO:★★★☆☆ 3/5

Fruits Rich Drink, Gold Kiwi - E' il primo succo di questo tipo che vedo, e per giunta nella varietà di kiwi che preferisco, non potevo non provarlo...ovviamente è stata una mezza delusione, chissà cosa m'aspettavo^^;Sulla confezione c'è scritto che contiene anche 50 grammi di polpa, ragion per cui la cannuccia da cui si beve ha un diametro fuori dalla norma. Il succo è piuttosto asprigno e molto poco dolce, il che non rispecchia pienamente il gusto piuttosto zuccherino dei veri kiwi Golden. Il fatto di aspirare anche la polpa insieme al succo e di essere perciò un "mangia-e-bevi" estrania un po', ma nel complesso è abbastanza bevibile (o mangiabile, che dir si voglia). Ho dei dubbi che le proprietà benefiche e le vitamine dei kiwi si mantengano inalterate così a lungo una volta spremuti, soprattutto se la scadenza indicata è di oltre un mese...proprio così naturale non sarà! VOTO:★★☆☆☆ 2/5

venerdì 20 giugno 2008

L'immutata Shibuya.

Siamo stati a Shibuya oggi, e tutto è esattamente come lo ricordavo, nulla è cambiato. L'incrocio principale è come al solito un viavai inimmaginabile di persone che allo scattare del verde sciamano come api dall'altra parte della strada; da buona provinciale quale sono, prima di venire a Tokyo non mi era mai capitato di vedere cotanta folla in attesa di passare a un incrocio, che sia il fine settimana o no non c'entra, perchè qui è sempre così! Il video esplica in parte quello che ho appena descritto (scusate la mano traballante del cameraman, alias mio marito), e magari alcuni penseranno che mi sorprenda per delle cose di poco conto, ma come ho già detto sono solo una piccola provinciale...probabilmente allo Shibuya Crossing stasera c'era numericamente tutta la popolazione della mia città XD

E' un quartiere giovane, sfavillante di luci, musica e colori, meta delle compagnie di ragazzi, delle band amatoriali che suonano la loro musica in strada, di turisti e stranieri (ne abbiamo visti più qui che in qualsiasi altro quartiere, finora). I suoi numerosissimi grattacieli con le insegne luminose e le immagini in movimento sui megaschermi sono emblematici; la zona "calda" è la statua del fedele cane Hachiko, il luogo dove mezza Tokyo si dà appuntamento di solito. Qui di fronte si trova uno Starbucks (ubicato all'interno del centro commerciale Tsutaya di 6 piani che vende libri, videogiochi, cd e dvd) che, se si trova posto a sedere vicino alla vetrata (cosa quasi impossibile di sera), offre dall'alto un panorama mozzafiato dello Shibuya Crossing. Stare qui è un pò come sentirsi al centro del mondo, mi piace osservare tutte queste persone frenetiche e soffermarmi a immaginare quale sarà la loro storia e come si incroceranno e intrecceranno le loro vite, perchè adoro perdermi in queste futili analisi. Appena riesco a sedermi in quel maledetto locale faccio una foto, promesso^^
Purtroppo però la stanchezza si è ormai impadronita di me (qui sono le 2 di notte) per cui rimando a data da destinarsi gli approfondimenti su questo sfolgorante quartiere e me ne vado a nanna...alla prossima!!

giovedì 19 giugno 2008

Il regno del pop, Harajuku

Tre giorni fa, Martedì 17, siamo andati a fare un giro ad Harajuku, uno dei quartieri più caratteristici di Tokyo. Consumismo sfrenato, cultura pop, stili quanto mai diversi e bizzarri ispirati al mondo gotico, agli anime, ai manga e a quant'altro si mescolano a creare connubi interessanti di fauna umana e culto della moda, quale moda sotto sotto non importa, visto che qui cambiano alla velocità della luce. L'atmosfera che si respira è frizzante come in tutti i quartieri frequentati dai giovani; i negozi lungo la Takeshita Doori sono a tema con i vari stili e li trovo davvero deliziosi, soprattutto quelli dedicati alla moda gothic/lolita.
Avrei delle foto da postare ma come sempre ho poco tempo adesso, perciò mi limiterò a mettere un breve video girato nella summenzionata Takeshita Doori; non è sufficiente a dare un'idea della particolarità e della varietà dei negozi presenti, però rende abbastanza bene il clima vivace che si respira anche in un normalissimo martedì mattina. Impossibile non notare il commesso che sbraita gli slogan del negozio e le offerte speciali, abitudine pure di molti suoi colleghi che in altre parti della città quasi si fanno saltare qualche corda vocale urlando a tutta voce nelle strade colme di gente, talvolta muniti di megafono per farsi sentire meglio dai passanti...appena posso edito il post aggiungendo anche le foto^^

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Osservando la fauna in quel di Tokyo...

Questo post contiene considerazioni soggettive e semiserie basate su osservazioni superficiali, e pertanto dategli il peso che merita perché non voglio offendere nessuno ma semplicemente esprimere una mia impressione che, in quanto PERSONALE, puó non incontrare l'approvazione di tutti (che neanche mi interessa ottenere).

In questi giorni ho avuto modo di osservare attentamente la fauna femminile e maschile di Tokyo e posso affermare con sufficiente certezza che le donne giapponesi sono quasi tutte molto carine, mentre non posso dire lo stesso anche per i ragazzi (certo, dipenderà anche dai gusti personali, ma anche cercando di essere il più oggettiva possibile alcuni proprio non riesco a salvarli XD). Su dieci ragazze di età compresa tra i 14 e i 30 anni sette sono carine, mentre su altrettanti ragazzi si e no di passabili ce ne saranno uno o due...questo secondo la mia personalissima opinione, poi sicuramente i belli esistono, ma io devo ancora vederne due nella stessa giornata, sarò cecata io XD Finora l'unico attraente che ho visto era un uomo sulla quarantina, con dei lineamenti da fare invidia a un attore^^; Insomma, comincio a capire perchè ci siano molte più coppie miste in cui è lei ad essere giapponese piuttosto che il contrario! Per carità ognuno ha i suoi gusti e sicuramente anche le donne occidentali agli occhi dei giapponesi sembreranno tutto fuorchè belle, ma qui i ragazzi giovani o sono salary man in doppio petto (eleganti, questo si, ma tutti uguali) o sono studenti che si schiariscono i capelli e si agghindano peggio delle ragazze (ragion per cui molti che seguono questo stile sembrano parecchio effemminati, non che ci sia qualcosa di male ma non è una cosa che mi attrae in un uomo^^); anche parecchi idol maschili seguono questa falsariga. Non so, per me hanno poco "charme", ma sicuramente compensano in simpatia o con altre doti, per cui bisognerebbe conoscerli!

Tuttavia, siccome sono una persona estremamente contraddittoria a volte, devo dire che sono non poco incuriosita dallo stile gyaru applicato agli individui di sesso maschile, e spinta dal desiderio di saperne di piú ho acquistato la rivista "Men's Egg", la controparte per ragazzi del magazine femminile "Egg", di cui avevo giá parlato in un precedente articolo. Che dire, mi sono divertita un sacco leggendola, ma soprattutto "ammirando" le foto di questi giovani giappi adornati ed imbellettati come ragazze...ad esempio, qui per un uomo portare borsette da donna non é considerata una cosa strana (se un gyaru venisse in Italia avrebbe vita breve, probabilmente finirebbe col fare harakiri per l'umiliazione subita tanto verrebbe preso per il c...ehm per i fondelli). I giovani che scelgono di abbracciare questo stile si decolorano e cotonano i capelli come si usava negli anni '60 (una moda che qui evidentemente non é mai tramontata), si depilano maniacalmente ogni zona del corpo fino a restare completamente glabri, si rifanno le sopracciglia e perché no, usano il fondotinta e si passano un pó di matita sugli occhi. Dimenticavo, sono tutti piuttosto scuri di pelle, per cui vai di lampade e creme abbronzanti. Scommetto che ora morite dalla voglia di vederne uno...ma io ve ne mostreró ben piú di uno!! Eccovi alcune foto esplicative che parlano da sole tratte dalla rivista Men's Egg. Cliccateci sopra per ingrandirle e osservare gli esemplari di gyaru da vicino (WARNING: big files)

All the photos here are from "Men's Egg" of July 2008 and are scanned by me.

A sinistra possiamo contemplare altri gyaru, una vera delizia per gli occhi, mentre a destra alcuni interessanti consigli per l'hair stylist, componente davvero vitale di questo stile...

Qui invece li vediamo in posa con la dolce metá. Certo, sono dolcini e tutti kawaiiii, ma...voi riuscite a distinguere il maschio dalla femmina? A colpo d'occhio intendo, non dopo 5 minuti di attenta analisi (mwahah come sono cattiva XD)

Oltre ai consigli di moda, la rivista offre anche articoli e pubblicitá su come fare e dove andare per depilarsi e trastullarsi con massaggi e cure di bellezza che a momenti neanche le donne arrivano a fare XD

Comunque sono rimasta un po' sorpresa perché, a dispetto di quel che si dice, gli uomini giapponesi non sono affatto bassi! Ho visto parecchi uomini molto alti (over 1.80), mentre pochi sono al di sotto del metro e settanta...ma adesso ho scoperto perché! Devono essersi messi a seguire in massa la "cura" proposta da questo articolo, che promette di innalzare la propria statura a suon di costosissime pilloline!

Ok, credo di aver detto tutto...pensate quello che volete, ma il mio amore per il Giappone non fa altro che aumentare, anche dopo aver visto cose come queste XD

mercoledì 18 giugno 2008

In diretta dal Giappone.

Konnichiwa minna-sama!!(^O^)/
Vi scrivo da un'afosa Tokyo dopo varie peripezie alla disperata ricerca di un modo per connettere il portatile a Internet. Perdonate la scarsa qualità del post ma scrivo solo per informarvi che sono ancora viva^^;Qui il clima come avrete già capito è torrido e umido e minaccia di piovere da diversi giorni, ma stando alle previsioni almeno fino a Sabato dovrebbe resistere. In questi 3 giorni che siamo qui abbiamo già fatto e visto un sacco di cose, ma non possiamo fare a meno di notare che è proprio vero che il tempo passa davvero in fretta quando ti diverti...comunque devo fare delle comunicazioni ad un paio di amici e dato che adesso non ho molto tempo passerò subito al sodo.

Comunicaciòn nùmero 1, por Tito:
Querido, aquì tiene los objectos que he encontrado hasta ahora. Fuimos al Blister (la tienda que me enseñaste en internet, la de Harajuku, recuerdas?), pero me han dicho que los sets de action figures estan acabados hasta la fin de Agosto...que làstima, intentarè buscarlos en otro lugar, allì solo he podido comprar uno, el Hulkie^^
Ademàs, hemos encontrado un modelo de Kinnikuman que te gustarà muchisimo ya lo sabemos, miralo aquì debajo (està hecho LA MAR de bien):

El otro a la derecha es un modelito Super Deformed de Star Wars, no sè cual serà porque es a sorpresa (harè muchos errores pero perdona mi español, ya lo estoy olvidando estando juntos a los japoneses, jejejeje) Dtf, seguiremos nuestras buscadas, faltan todavìa muchos objectos^^

Comunicazione numero 2, per Millina:
Ciaooo amiiii, siamo arrivati sani e salviii!!Ti racconteremo tutto al ritorno, comunque qua è bellissimo, tutto è come lo avevamo lasciato. Siamo stati all'Hard Rock Cafè di Roppongi, dove abbiamo preso il buonissimo hamburger di Madrid, mmmh...e la prox volta che ci torniamo prenderemo il cocktail che tanto ci era piaciuto^^
Ho preso un paio di cose per me allo shop dell'Hard Rock, te le mostro qui sotto:

Questo è un set di pins commemorative del ventiquattresimo anno di vita del locale a Tokyo.

Questa invece è una calamita.

Infine questa è la bellissima maglietta che ho scelto per me. La domanda ora è: cosa ti prendo? Ci sono magliette molto carine, i soliti cappelli, spille, felpe, portachiavi, borse (tutte piuttosto grandi.) Oppure vorresti qualcosa di diverso dal merchandise dell'Hard Rock? Per esempio ad Harajuku ieri abbiamo visto un portafoglio troppo bellino, ma mi è venuto in mente che te ne abbiamo regalato uno anche l'anno scorso^^; Non farti problemi e dimmi che cosa ti piacerebbe, poi quando hai deciso lascia un commento a questo post, ok? Un bacio!!

Bene, ora devo proprio scappare...ci sentiamo nei prossimi giorni con le news della nostra vita tokyense! Mata neee!!

venerdì 13 giugno 2008

Il Giappone incalza: -3 giorni, ultimo post dall'Italia

Lunedí l'agenzia ci ha consegnato i biglietti del volo e tutta la documentazione indispensabile per il viaggio. Manca poco, non credevo che il momento tanto agognato sarebbe finalmente arrivato, anche se devo dire che ho ingannato piuttosto bene l'attesa, con tutto quello che avevo da fare. Inoltre, come se ne avessi avuto bisogno, ho deciso di riempirmi un altro pó le giornate: sono infatti caduta nella rete dei Munny, gli ameni pupazzetti interamente personalizzabili e altamente addictive. Ebbene sí, mi sono lanciata per la prima volta in questo tipo di creazione e anche se non credevo che ci sarei riuscita (ho sempre pensato di essere negata per le arti scultoree), qualcosina di carino sta lentamente prendendo forma...appena l'avró finito, dopo il mio rientro dal viaggio, posteró qualche foto del risultato.

Chiusa la parentesi del Munny, é bene che provi a chiudere anche qualcos'altro, ovvero la mia povera valigia che ormai é sul punto di esplodere. Come io faccia a riempirla cosí tanto di vestiti, pur essendo consapevole che alcuni non li indosseró mai, rimane un mistero. Eppure dopo il classico "non si sa mai, prendiamo anche questo" riesco ad aggiungerci pure la maglietta color rosa porcello che non metto dal 2005... detto questo, auguratemi buon viaggio anche se non lo sará, poiché voleremo in Economy Class su sedili striminziti e con le ginocchia in bocca, ma questo ed altro per poter andare in Giappone senza dover spendere un'ira di Dio!
Ci sentiamo al prossimo aggiornamento che, se tutto va bene, dovrebbe avvenire Domenica o Lunedí direttamente dalla terra del Sol Levante;-)

lunedì 9 giugno 2008

Follia omicida ad Akihabara

Come avrete avuto modo di sentire dalla TV, dai giornali o da internet, ieri, 8 Giugno 2008, a Tokyo un venticinquenne impazzito ha ucciso sette persone a coltellate e ne ha ferite altre dieci nel popolare e sempre affollato quartiere dell'elettronica, Akihabara.


Non é ancora ben chiaro ma pare che il ragazzo facesse parte della Yakuza, la mafia giapponese, e sembra che la motivazione al suo folle gesto sia semplicemente che fosse stanco della vita; inoltre secondo le recenti ricostruzioni della polizia, il giovane avrebbe annunciato l'impresa su internet. Ecco qui di seguito le due fonti che riportano in data odierna gli aggiornamenti del caso:
(ASCA-AFP) - Tokyo, 9 giugno 2008 - L'uomo che ieri a Tokyo ha accoltellato a morte sette persone scelte a caso fra i passanti, aveva annunciato la strage postando diverse frasi attraverso il telefonino sul suo bollettino on-line. Fra le 5.21 della mattina e le 12.10, Tomohiro Kato, 25 anni, ha scritto almeno una ventina di brevi messaggi che lasciavano presagire il suo folle gesto. ''Mi schiantero' con la macchina contro la gente, e se la macchina si rompe usero' il coltello'', ''Il mio mal di testa non sta affatto migliorando'', ''Ho sempre fatto il bravo ragazzo. La gente si inganna facilmente'', alcune delle frasi. Poi il giovane si lamenta del maltempo e del traffico incontrato per arrivare ad Akihabara, il quartiere della strage. Quindi l'ultimo messaggio: ''E' il momento''.Come aveva previsto nel suo piano, l'aggressore si e' lanciato con il furgone tra la folla, cercando di investire i pedoni; poi ne e' sceso con in mano un coltello, e ha colpito all'impazzata chiunque si trovasse di fronte. In tutto, diciassette persone sono state raggiunte dalle sue coltellate, sette i morti. (Fonte: Agenzia di stampa Asca)

''Ucciderò gente'': l'autore della strage a Tokyo aveva annunciato il suo gesto sul web
Tokyo, 9 giugno 2008 - Il massacro di ieri a Tokyo compiuto da un folle armato di coltello sarebbe stato preannunciato su internet con diversi messaggi inviati su un sito per cellulari fino a pochi minuti prima della tragedia. Lo rivela la polizia giapponese, che tuttavia non ha ancora potuto confermare appieno se, come il contenuto pare fortemente suggerire, l'autore degli scritti sia effettivamente Tomohiro Kato, il folle omicida fermato ieri sul luogo della strage, Akihabara, il quartiere della capitale noto per i negozi di elettronica e videogiochi, dopo aver ucciso sette persone e averne ferito più di una decina. La genuinità dei messaggi troverebbe conferma nelle parole rilasciate alla polizia al momento dell'arresto dallo stesso assassino, che ha dichiarato di aver preannunciato su internet l'intenzione di compiere il massacro. I messaggi appaiono in una discussione simile a quelle dei forum internet, intitolata "Ucciderò gente ad Akihabara", pubblicata a partire dalle ore 05:21 della mattina di ieri. Nei messaggi piu' agghiaccianti, ha rivelato la tv giapponese Nhk, soprattutto alla luce di quanto poi è realmente successo, figurano frasi come "andrò a schiantarmi col furgone, e se diventerà inutile userò il coltello. Addio a tutti" e "nessun rinvio, neanche se farà brutto tempo". In quello che col passare del tempo e dei messaggi prende la forma di un delirante diario verso l'orrore, l'assassino - secondo le ipotesi della polizia - scrive dieci minuti prima della strage: "E' arrivato il momento". Sono le 12:10, e di lì a poco l'uomo avrebbe messo in atto il piano omicida seminando il panico nelle strade di Akihabara.
Il Giappone resta un Paese con un bassissimo tasso di criminalità, dicono le statistiche ufficiali: 1,1 omicidi compiuti ogni 100mila persone nel 2005, rispetto ai 3,5 della Francia, ai 3,2 della Gran Bretagna o ai 5,6 degli USA. Ma il tasso di suicidi è fra i dieci più alti al mondo e continua a crescere: nel 2006 ci sono stati 32.155 suicidi, ovvero uno ogni 15 minuti.
(Fonte: RaiNews 24)

Bé, non c'é che dire, é incoraggiante per due che devono partire per Tokyo fra una settimana (ed Akihabara é pure il nostro quartiere preferito...) Come consolazione penso che se proprio doveva succedere, meglio che sia successo ora, perché ci sono pochissime probabilitá che si ripeta una cosa simile entro breve (o almeno spero!^^;)

mercoledì 4 giugno 2008

L'incantevole Mao Asada

Adoro il pattinaggio sul ghiaccio, é l'unico sport in grado di incollarmi alla tele, facendomi restare a bocca aperta in totale ammirazione. Quest'anno, al World Figure Skating Championships, si é aggiudicata l'oro come miglior pattinatrice di figura la bravissima diciassettenne Mao Asada (nonostante una sfortunata caduta all'inizio della performance), superando di un solo punto l'italiana Carolina Kostner. Le descrizioni sono pressoché inutili, semplicemente dovete guardare i video, che parlano da soli! Per me é spettacolare, ha una grazia, una leggerezza e una disinvoltura tali che quando balla non si riesce proprio a staccarle gli occhi di dosso, guardare per credere^^

Mao al World Figure Skating Championships 2008 (peccato per la caduta iniziale ma ha recuperato subito, eseguendo perfettamente il resto della coreografia!)

Mao al World Junior Championship 2005, dove si é aggiudicata l'oro, e all'epoca aveva solo 15 anni. Notate la nonchalanche con cui effettua il primo Triple Axel Jump, a pochi secondi dall'inizio! *__*

Per finire, Mao al Trophée Eric Bompard 2005...manco a dirlo, ha vinto un oro anche qui!

Se volete qualche altra informazione, visitate il sito ufficiale BRILLIANCE ON ICE dedicato a Mao e a sua sorella maggiore Mai, anch'ella pattinatrice!

martedì 3 giugno 2008

Le quattro casalinghe di Tokyo, di Natsuo Kirino


Ci ho preso gusto con le recensioni, anzi, mi stupisco di come non abbia mai pensato prima di scriverne, dato che leggo montagne di libri XD

Oggi vi presento il romanzo del debutto italiano della Kirino, il mio preferito in assoluto, ovvero Le quattro casalinghe di Tokyo (titolo assurdamente lungo se si pensa a quello originale, che é soltanto Out) edito da Neri Pozza, uscito nel 2003 e perció giá piuttosto datato.
Anche stavolta il filone é quello poliziesco, con in aggiunta la consueta introspezione psicologica dei personaggi, peculiaritá dello stile di questa scrittrice.

Le protagoniste di questa storia dalle tinte noir sono appunto quattro donne che si sono conosciute sul luogo di lavoro, uno stabilimento di pasti precotti dove fanno il turno di notte, senza dubbio il piú pesante ma anche il meglio retribuito.

L'intelligente e determinata Masako Katori é la protagonista indiscussa; donna dal carattere forte e schietto su cui le altre fanno sempre affidamento, nasconde peró una situazione familiare problematica ed esasperante. Col passare degli anni i sentimenti si sono raffreddati, per non dire congelati, e lei e suo marito si sono ridotti a vivere sotto lo stesso tetto come se fossero due estranei, senza quasi piú rivolgersi la parola. Anche il loro apatico figlio adolescente si é chiuso a riccio nel proprio mondo interiore e li ignora completamente; ogni volta che Masako tenta di fare breccia nel suo cuore tutto ció che ottiene é soltanto un netto rifiuto, tant'é che lei stessa, ad un certo punto, si rende conto che la sua esistenza é come una lavatrice che gira a vuoto, inutile e priva di senso.

Yoshie Azuma é una gran lavoratrice, la piú anziana del gruppo, chiamata affettuosamente "maestra"; é rimasta vedova del marito e si é ritrovata a dover badare da sola alla suocera invalida che versa in cattive condizioni giá da tempo. Come se non bastasse é angariata anche dalle figlie, una capricciosa ed egoista, l'altra totalmente irresponsabile e svampita; quest'ultima, riapparsa dopo essere scappata di casa qualche anno prima, le accolla il bambino avuto nel frattempo e prontamente sparisce di nuovo. Yoshie si fa in quattro per tutti e non ha mai tempo per sé, dal momento che accudisce la suocera di giorno e lavora di notte.

Anche la sgraziata, complessata e subdola Kuniko Jonouchi ha i suoi problemi; piantata in asso dal convivente, é costantemente sommersa dai debiti e minacciata da un usuraio. Kuniko é la classica persona capricciosa e compulsiva che non esita a darsi allo shopping sfrenato, maniaca delle apparenze piú che dei contenuti, perennemente al verde poiché sperpera in acquisti futili tutto ció che guadagna allo stabilimento. Soffre di un complesso d'inferioritá dovuto al suo aspetto fisico e non essendo né bella né avvenente cerca disperatamente di migliorarsi, sia truccandosi smodatamente per nascondere la sua vera etá sia comprando vestiti firmati e accessori all'ultimo grido. Sogna di riscattarsi e di avere un futuro migliore, senza peró impegnarsi minimamente per cambiare le cose, preferendo stare dalla parte di chi di volta in volta le puó arrecare i benefici maggiori; in sostanza, é una persona vuota, vigliacca e pigra, ma soprattutto é l'artefice della sua rovina, in quanto ricade puntualmente negli stessi sbagli.

Yayoi Yamamoto, la piú giovane delle quattro, é bella e gentile, é sposata e ha due bambini piccoli. Neanche a lei peró le cose vanno bene, poiché il marito Kenji é dedito all'alcool e al gioco d'azzardo e in breve tempo ha dilapidato tutti i loro risparmi; sará proprio questo a scatenare le sue ire, tanto da portarla a ucciderlo con le sue mani. Resasi conto del suo gesto, disperata, chiederá poi l'aiuto delle compagne per disfarsi del cadavere e la situazione verrá presa in mano dalla coraggiosa Masako che, aiutata da Yoshie, dirigerá l'operazione di occultamento del corpo e le dirá di volta in volta come comportarsi con la polizia per non essere sospettata; la posta in gioco é molto alta, e tutte sperano di poter guadagnare una bella somma di denaro, di cui hanno disperatamente bisogno, dall'assicurazione sulla vita di Kenji. Le cose peró si complicheranno grazie alla stoltezza di Kuniko, che prenderá parte al piano a causa di una serie di sfortunate coincidenze.

Mitsuyoshi Satake é il proprietario del night club e della sala da gioco frequentate dal marito di Yayoi. Nel passato si é macchiato di un crimine orribile ma adesso ha scontato la sua pena e ha cambiato vita, almeno fino a quando non incontra Masako, che lo intriga al punto da far tornare alla luce il suo lato oscuro. Personaggio enigmatico, contorto e carismatico, a mio avviso é dopo Masako il piú interessante.

Vi sono poi molti altri comprimari, come al solito descritti abilmente, che sono comunque fondamentali perché le loro azioni hanno ripercussioni, sia dirette che indirette, sul destino delle protagoniste. Ogni personaggio ha un senso, nulla é lasciato al caso; insieme al lato oscuro di Satake scopriremo anche il lato oscuro delle quattro insospettabili casalinghe, che assaporano insieme per la prima volta il gusto della rivolta e il fascino e il business del crimine. Il finale al fulmicotone é inaspettato e per nulla scontato, cosí come lo é l'intera storia, ricca di suspense e colpi di scena.

Ho scritto il solito romanzo ma con la mia descrizione non ho certo reso giustizia a questo libro...non vi resta che leggerlo per rendervene conto voi stessi, vedrete che non ne resterete delusi ;-)

Titolo: Le quattro casalinghe di Tokyo
Titolo originale: OUT
Editore: Neri Pozza, collana Le Tavole d'Oro
Traduttore: Lydia Origlia
Dati: anno di edizione italiana, 2003 - anno di edizione giapponese, 1997; 620 pagine, brossura
Prezzo: € 18

domenica 1 giugno 2008

Grotesque, di Natsuo Kirino


Sono infinitamente grata alla casa editrice Neri Pozza per aver deciso di tradurre per il mercato italiano le opere della scrittrice giapponese Natsuo Kirino, che fin dai tempi de Le quattro casalinghe di Tokyo ("Out" in originale) é al primo posto tra le mie autrici preferite.

L'ultimo suo romanzo, pubblicato in Italia nel Maggio 2008, si intitola Grotesque e a prima vista potrebbe scoraggiare il lettore svogliato e poco incline a letture lunghe e ricche, dal momento che si tratta di un tomo di oltre 900 pagine. Peró vale la pena di leggerle tutte con attenzione, una per una, e vi garantisco che ció sará tutt'altro che difficile, poiché una volta iniziato non riuscirete piú a staccarvi; ogni volta che dovevo mettere il segnalibro e interrompere la lettura perché giá si era fatto tardi e non avevo piú tempo, in cuor mio promettevo di rimettervi mano appena possibile, quasi fosse una droga, perché si tratta di una vicenda assolutamente magnetica in grado di catturare l'attenzione come poche altre.

Premetto innanzitutto che Natsuo Kirino é, teoricamente, una scrittrice di romanzi polizieschi, dove le vicende ruotano attorno a omicidi o altri crimini efferati. Teoricamente, perché la Kirino é una delle poche autrici di romanzi di questo genere in grado di approfondire magistralmente gli aspetti interiori e caratteriali dei propri personaggi, al punto da far sembrare le sue opere quasi dei trattati di psicologia. Il modo in cui scrive é eccelso, mai noioso, sempre attento ai dettagli e, come ho giá detto, assolutamente magnetico. Non riuscirete piú a staccare gli occhi dalle pagine, o almeno questo é quello che mi succede ogni volta.

La storia di Grotesque narra le vicende di tre donne, che si intrecciano a quelle di altri personaggi secondari, descritti anch'essi in modo cosí approfondito da far quasi perdere di vista le vere protagoniste; sí, nei suoi romanzi non c'é mai un solo personaggio principale ben delineato intorno a cui ruotano tutti gli altri, piuttosto si ha un intreccio di esistenze che si incrociano e si sovrappongono, proprio come nella vita reale. La prima "voce narrante" che incontriamo é quella della sorella maggiore dell'attraente Yuriko, dotata di una bellezza assoluta e quasi mostruosa, nettamente superiore a quella di chiunque altro, che le ha sempre aperto tutte le porte senza nessuna fatica. Per contro, la sorella narratrice dei fatti (di cui non viene mai rivelato il nome) non é né particolarmente bella né avvenente; in mancanza dell'arma della bellezza (di cui é ampiamente dotata Yuriko) é costretta ad affinarne altre per sopravvivere, tra cui l'intelligenza ma soprattutto la perfidia. La prima parte del romanzo é narrata in una sorta di regressione temporale e racconta i fatti partendo dall'inizio, dal punto di vista della sorella maggiore, passando dalla loro infanzia all'etá adulta, tenendo in particolare considerazione il periodo piú importante e prezioso dal punto di vista della formazione del carattere, quello dell'adolescenza.
Entrambe le sorelle hanno frequentato una prestigiosa scuola privata, in cui una é stata ammessa per i suoi voti, l'altra unicamente perché con la sua avvenenza é riuscita a stregare i professori. Tale scuola, l'Istituto Q, é retto da una schiacciante e rigida gerarchia sociale che non é altro che una metafora del sistema statale giapponese. In questa scuola facciamo la conoscenza di Kazue, compagna di classe della sorella di Yuriko, ragazza studiosa che ha eletto l'impegno come sua unica arma per raggiungere gli obiettivi che si é prefissata e che cerca disperatamente di guadagnarsi l'ammirazione e il rispetto degli altri, ottenendo ottimi voti ed emulando le compagne nell'atteggiamento e nel modo di vestire, peró senza mai avere successo; infatti per quanto si sforzi troverá sempre chi prenderá voti migliori o chi la deriderá per i suoi goffi tentativi di integrazione. Lei e Yuriko si trasformeranno in due veri e propri mostri (attenzione, non "mostri" col significato che gli si attribuisce di solito) e subiranno un triste destino, quello di venire uccise entrambe dallo stesso uomo in circostanze simili a distanza di un anno l'una dall'altra. Circostanze simili nonostante le loro diversitá evidenti, almeno all'inizio.
La goffa Kazue riuscirá a laurearsi e ad occupare il posto di dirigente della sezione ricerca e sviluppo nella stessa prestigiosa ditta del padre, morto qualche tempo prima; nonostante questo importante incarico, che si rivelerá poi essere molto piú noioso e inutile del previsto, qualche anno dopo Kazue inizierá a dedicarsi alla prostituzione, che svolgerá di notte all'insaputa di tutti. Come é stato possibile che una donna in carriera si ritrovi a battere il marciapiede, continuando imperturbabile la sua attivitá lavorativa diurna? Il capitolo dedicato alla vita di Kazue, narrato in prima persona sotto forma di diario, é quello a mio avviso piú interessante. Invece Yuriko é sempre stata una "puttana nata", come lei stessa si definisce nel capitolo dedicato alla sua vita, avendo cominciato questa professione a soli 15 anni ed avendo sempre avuto un debole per gli uomini che, con un solo sguardo, cadevano ai suoi piedi, inesorabilmente vittime del suo fascino irresistibile. L'autrice esamina con dovizia di particolari le decisioni che hanno portato ad una scelta di questo genere (che puó forse apparire piú ovvia per una come lei) non mancando di farci appassionare anche alle sue vicende. Questa professione é il loro punto in comune, che le porterá alla stessa tragica fine.

Vi é poi un capitolo interamente dedicato all'introspezione psicologica del loro assassino benché egli, un cittadino cinese immigrato clandestinamente in Giappone dopo una vita di miseria e di stenti, si dichiari colpevole solo dell'omicidio di Yuriko. Tuttavia non é importante sapere chi é stato ad ucciderle, poiché é noto sin dall'inizio, bensí quali siano stati gli eventi che le hanno condotte a questo destino, il perché di certe scelte, perché e come sono mutate queste due donne diventate "grottesche", mostri di perversione ed eccessi, in cerca soltanto di libertá; libertá che raggiungeranno ad un caro prezzo.

So che mi sono dilungata e che la mia recensione é tutto fuorché concisa e semplice, ma per me é difficile descrivere in poche righe un libro simile, e poi quando qualcosa mi appassiona divento automaticamente prolissa all'infinito...spero di non aver annoiato nessuno ;-)

Titolo: GROTESQUE
Titolo originale: Gurotesuku グロテスク
Editore: Neri Pozza, collana Bloom
Traduttore: Gianluca Coci, docente di lingua e letteratura giapponese all’Universitá degli Studi di Napoli "L’Orientale"
Dati: anno 2008, 925 pagine, brossura
Prezzo: € 22