martedì 30 dicembre 2008

Captain Tsubasa again: inevitabili commenti sugli epici personaggi.

E va bene, l'avevo pur detto che sarei tornata sull'argomento...d'altra parte che io sia monotematica é ormai universalmente riconosciuto e non posso certo smentirmi! Pertanto, complice il "sottile" fancazzismo che aleggia in questi giorni di festa, rieccomi qui a parlare di quella perla di Captain Tsubasa; prima peró urge un piccolo prologo.
E' da qualche tempo a questa parte che sto approfondendo la lettura dei kanji usati per i nomi propri giapponesi, e l'argomento é mediamente complesso ma assai affascinante. Ebbene, cosa c'entrerá mai tutto questo con Captain Tsubasa? C'entra, perché ho scoperto quanto sia interessante conoscere gli ideogrammi usati nei nomi di ciascun personaggio della serie, per cui volumetti originali alla mano mi sono messa a prenderne nota, e chi mi conosce sa quanto mi esaltino queste piccole cretinate.
Fine del prologo, che a conti fatti, c'entra poco o niente con i contenuti che mi accingo a riportare dato che non intendo stare a spiegare il significato di ogni singolo nome. Comunque, man mano che stilavo la mia listina, ho pensato di mettere a fianco del nome giapponese anche quello (ignobile) dell'adattamento italiano, giusto per fissare bene chi fosse, ed é stato allora che pian piano ho cominciato a buttare giú due righe di descrizione per ciascun personaggio. Righe che sono diventate ben presto due facciate di amenitá e cazzate stratosferiche, partorite dalla mia mente malata che ha deciso saggiamente di prendersi un periodo di svago senza doversi mettere a pensare a niente di troppo impegnativo.
Perció adesso, volenti o nolenti, vi rinfrescheró la memoria su chi diavolo fossero alcuni dei personaggi di questo mitico anime! Avrei voluto mettere anche le fotine di tutti, ma sono troppo pigra: accontentatevi di quella a sinistra (che serve anche per dare un'idea di ció che mi perdo a fare invece di studiare diligentemente), dove si puó ammirare l'impeccabile Genzō mentre para la mina scagliata dal belligerante Kojirō, durante l'accesissimo match che si é svolto proprio nei pressi del mio portatile. Ehm.

Tsubasa Ōzora 大空翼
(Oliver/Holly Hutton)

Regista infallibile dalla clavicola di polistirolo che puntualmente si infortuna durante la ricaduta dalle sue celebri rovesciate. Abbonato al goal del novantesimo minuto (ancora si deve chiarire se é classe o se gli va di puro culo), ha delle evidenti turbe mentali in quanto e' convinto che il pallone sia il suo migliore amico. Trascinatore della squadra ed inguaribile positive thinking, ha un talento innato per il calcio e le cose gli riescono sempre piuttosto spontaneamente, e per questo sotto sotto é odiato un pó da tutti i personaggi, che ambiscono solo alla sua umiliazione pubblica. In campo amoroso lo si puó definire una sorta di capra, in quanto non si accorge (o fa finta di non accorgersi) delle attenzioni della povera Sanae, innamorata di lui praticamente dalla prima puntata. Abbastanza irritante é anche il suo perenne sorriso da ebete, di cui fa un abuso sfrenato sfoderandolo praticamente in ogni occasione, anche quando non c'è proprio niente da ridere.

Genzō Wakabayashi 若林源三
(Benjamin/Benji Price)

Benjamin "so' er mejo" Price, a inizio serie é un montato megalomane, ma Tsubasa il profeta con il suo savoir-faire ed i suoi predicozzi sull'amicizia riuscirá a smussare un pó il suo carattere spigoloso. Vive in una villa talmente grande e lussuosa che, a confronto, Arcore sembra un tugurio. Tra i pali di solito é un fenomeno, un'autentica saracinesca umana, ma se durante una parata perde il sempiterno cappello perde anche i suoi sensi di portiere e si fa immancabilmente segnare. Utilizza la visiera del suddetto cappello anche per rendersi criptico e nascondere le sue emozioni al prossimo, dato che il look intrigante da "bel tenebroso" é un sempreverde, ma nonostante questo sagace espediente per diventare piú enigmatico ed interessante sembra non avere mai uno straccio di ammiratrice (donna, perché tra gli uomini il piú quotato pretendente pare essere Schneider il bel biondino). Anche lui é piuttosto odiato dal Resto del Mondo; data la sua bravura e la sua aria strafottente da primo della classe attira su di sé le ire dei bomber piú forti, fermamente intenzionati a bucarlo ma soprattutto a fargli tanto male (in quest'ultima impresa riescono tutti alla grande, dal momento che il Nostro passa piú tempo infortunato che in campo). In un'occasione rischia il linciaggio da parte di mezza squadra avversaria e in un'altra fa a cazzotti con il sempre amabile Kojirō.

Tarō Misaki 岬太郎
(Tom Becker)

L'amante di Tsubasa, con lui forma la "Golden Combi" per la grande intesa che hanno in campo (e probabilmente anche tra le lenzuola.) E' buono, gentile, sempre calmo e posato, praticamente un santo; suo padre é un pittore girovago che non si capisce come faccia a mantenere sé stesso e il figlio, probabilmente la professione di artista é una copertura per nascondere loschi traffici di droga e/o prostitute.

Kojirō Hyūga 日向小次郎
(Mark Landers)


Mark "er burino" Landers, la riottosa tigre frustrata capace di arrotolare perfino le maniche ad un completo di Armani e di andarci ad una conferenza stampa, studia, si allena e contemporaneamente lavora per mantenere i suoi millemila fratelli. E' celebre per i suoi interventi furiosi al limite del fallo che lasciano schiere di giocatori menomati; in campo è come Attila, dove passa lui non crescono più i difensori. E' provato dagli eventi della vita, tanto che a 12 anni ne dimostra giá 30. Eterno rosicone, vorrebbe umiliare Tsubasa e segnare a Genzō da fuori area ma entrambe le cose resteranno solo un bel sogno per lui, nonostante si trastulli ad allenarsi con gli tsunami e le palle mediche per diventare piú forte. Indimenticabile il suo "Tiger Shot", capace di bucare reti e muretti adiacenti. Senza dubbio il personaggio piú rabbioso e iracondo dell'intera vicenda, fra lui e Genzō non corre buon sangue; essendo entrambi due cafoncelli arroganti sono in contrasto piú o meno su tutto e Kojirō gli staccherebbe volentieri la testa dal collo, anche perché l'S.G.G.K. é il rampollo ricco e viziato di una famiglia bene mentre lui é un povero spiantato che ha sempre dovuto farsi il mazzo per ottenere qualcosa nella vita.

Hikaru Matsuyama 松山光
(Philip Callaghan)

Il carismatico uomo del Nord, quello meno gay di tutti che gioca con l'hachimaki (regalatogli dalla fidanzata) annodato sulla fronte a mó di kamikaze. Fiero cipiglio da leader e temperamento grintoso e battagliero, é consapevole di non avere il talento naturale di Tsubasa e compagnia bella e perció, essendo abituato a temperature siberiane, si sbatte a suon di estenuanti allenamenti sotto la neve per migliorarsi; sopportando poco il caldo, peró, spesso si trova in svantaggio quando gioca da ospite in qualche altra cittá dal clima piú mite. A differenza della strategia da solista intrapresa da Tsubasa e Kojirō, entrambi ferventi sostenitori del "faccio-tutto-io-gli-altri-sono-solo-coreografici", lui e i suoi compagni della Furano possono vantare un gioco di squadra ed una sintonia davvero invidiabili. Last but not least: quando la sua ragazza viene ricoverata in ospedale a seguito di un incidente stradale, non esita a riguardarsi la lista delle prioritá e decide (udite udite) di NON giocare una partita importante pur di correre al suo capezzale. Evento (e personaggio) decisamente fuori dal comune in questa serie costellata da fanatici esaltati che hanno in mente solo il pallone...tanto di cappello, Matsuyama-kun.

Ryō Ishizaki 石崎了
(Bruce Harper)

Specializzato nella difficile e dolorosa arte di stoppare la palla con la faccia, é il classico compagnone casinaro della situazione preso "simpaticamente" per il culo un po' da tutti. Si deve ancora far luce sul mistero della sua convocazione in Nazionale, ma non é l'unico caso.

Shingo Aoi 葵新伍
(Rob Denton Aoi)

La scimmietta ingenua e svampitella, altrimenti detto "principe del sole". Velocissimo in campo, é quasi una macchietta, impossibile non amarlo. Appena arrivato in Italia viene prontamente fregato e privato di tutti i soldi (due milioni di lire, mica cazzi), giusto per perpetrare lo stereotipo dell'italiano truffaldino con cui ormai siamo tristemente noti in tutto il mondo. Nella partita contro l'Olanda si immola al posto di Bruce Harper per effettuare una spettacolare parata di faccia. E' avvezzo ad allenarsi indossando un giubbino rinforzato per potenziare i suoi (scarsi) muscoli, in perfetto stile Son Goku.

Ken Wakashimazu 若島津健
(Ed Warner)

Acrobatico portiere karateka in perenne scazzo col mondo (tanto da sembrare affetto da sindrome premestruale a volte), é famoso perché si fa sempre un culo a cappella nelle partite al posto di un Genzō infortunato nove volte su dieci, salvo poi vedersi sostituire dal redivivo rivale che gioca giusto le finali beccandosi tutta la gloria al suo posto. E forse da qui si evince il perché di cotanto scazzo.

Yūzō Morisaki 森崎 有三
(Alan Crocker/Parker)

Portiere imbarazzante, é una mezzasega eterna terza riserva. Subisce un trauma notevole che lo porta ad avere paura del pallone (comodo se fai il portiere) quando il solito Kojirō in vena di massacri gli assesta volontariamente e simpaticamente una bomba in piena faccia.

Taichi Nakanishi 中西太一
(Teo Sellers)

Il portierone obeso della Naniwa (Norfolk) e della Tatsunami. Non ha bisogno di muoversi molto per parare i tiri (e dopotutto manco ci riuscirebbe), vista la stazza imponente.

Masao e Kazuo Tachibana 立花政夫/和夫
(Jason e James Derrick)

I noti gemelli circensi che passano piú tempo in aria che con i piedi per terra. In Nazionale utilizzano Yuma come trampolino o si appollaiano sulle traverse della porta per contrastare i calci d'angolo.

Jun Misugi 三杉淳
(Julian Ross)

Il cardiopatico, altrimenti detto "campione di vetro". E' un talento puro che sarebbe il piú forte in assoluto se non fosse per quel "piccolo" problema al cuore che lo costringe a giocare sí e no 15 minuti a partita, tempo comunque che gli é piú che sufficiente per ribaltare il risultato.

Makoto Sōda 早田誠
(Ralph Peterson/Sam Reynolds/Richard Flanaghan)

Sorvoliamo sul fatto che venga spesso chiamato dal cronista con addirittura tre nomi diversi, superando il primato di Alan Parker/Crocker. Fisico intimidatorio, soprannominato "l'ammazzacampioni" per la tipica delicatezza dei suoi interventi, è fortissimo nella marcatura ad uomo ed é molto veloce. Si diletta nel collezionismo degli stinchi degli avversari per esporli come trofei.

Hiroshi Jitō 次藤洋
(Clifford Yuma)

Autentico enurgumeno stopper della Nazionale, non ha sicuramente un cervello fino e dato l' "esile" fisico gioca come difensore; nella Hirado fa spesso da assistman al piccoletto Winters.

Mitsuru Sano 佐野満
(Sandy Winters)

Il nano che gioca in coppia col gigante Yuma. Viene da chiedersi come faccia a vedere qualcosa, dato che ha gli occhi perennemente nascosti dal frangione (e poi Sandy non é un nome da donna?)

Takeshi Sawada 泽田德一
(Danny Mellow)

Danny "Oh, Mark" Mellow, l'amante di Kojirō, certamente l'uke della coppia. Impossibile non notare lo sbrilluccichio nei suoi occhi ogni volta che guarda l'amato Capitano, gli mancano solo le pupille a cuoricino. Di indole umile e pacifica, a volte dimostra di avere un po' di attributi permettendosi di fare osservazioni piccate a Kojirō, che invece di picchiarlo (come farebbe con chiunque altro) rispetta sempre le sue opinioni, evidente segnale del feeling e dell'intimitá esistente fra i due.

Shingo Takasugi 高杉真吾
(Bob Denver)

Centrale difensivo, non é un personaggio particolarmente rilevante ma lo si ha ben impresso nella memoria per i capelli grigi giá a 9 anni e gli occhi perennemente a fessura (tipico tratto nipponico, oserei dire).

Teppei Kisugi 来生哲兵
(Johnny Mason)

Altrimenti detto "la mamma di Tsubasa" per la sua strabiliante somiglianza con la stessa. Ha la medesima permanente e perfino le cigline, si sospetta una presunta parentela fra i due.

Roberto Hongō ロベルト本郷
(Roberto Sedinho)

Ex centravanti della Nazionale brasiliana ora dedito alla pedopornofilia e al vizio dell'alcool. Fin dai primi episodi cerca di portare Tsubasa con sé in Brasile per iniziarlo alle gioie del sesso ed inserirlo nel giro della prostituzione minorile. Non viene mai esplicitamente confermato ma é evidente che ha una tresca con la mamma del suo pupillo, non si spiega altrimenti come sia possibile che la signora Ōzora acconsenta ad affidare il figlio alle cure di un ubriacone vestito da straccione e a garantirgli fin da subito vitto e alloggio in casa sua. E non tiratemi fuori la palla che il papá di Tsubasa lo aveva salvato dal suicidio, che per caritá, mi sembra tanto la classica scusa arrampicata sugli specchi per nascondere scomode veritá.

Munemasa Katagiri 片桐宗政
(Kirk Person)

Il "Gufo Reale" della federazione giapponese, é l'osservatore dal taglio di capelli identico a Ed Warner che suole indossare gli occhiali da sole anche di notte.

Tatsuo Mikami 见上辰夫
(Freddie Marshall)

Freddie "Zoff" Marshall é l'allenatore personale di Genzō, non lo si vede mai senza occhiali da sole, un pó come il "Gufo Reale" Katagiri.

Kozō Kira 吉良耕三
(Jeff Turner)

Allenatore personale di Kojirō, ha come Roberto il vizio di bere, deve essere una peculiaritá degli allenatori giapponesi.

Sanae Nakazawa 中沢早苗
(Patty Gatsby)

Capo Ultras della tifoseria delle squadre in cui ha militato Tsubasa e sua futura moglie, lo conquista per sfinimento. Celebre per il suo soave starnazzare che assorda anche con gli spalti gremiti.

Karl Heinz Schneider カール・ハインツ・シュナイダー

Karl Heinz Schneider, detto il Kaiser, é senza dubbio un clone di Tsubasa in versione Super Sayan, teoria che sembra supportata anche dalla potenza dei suoi tiri che sono in grado di bucare la palla dopo averla fatta risplendere a mo' di supernova (o di kamehameha che dir si voglia), con tanto di scia luminosa. E' un fortissimo centravanti tedesco, bomber dell'Amburgo, del Bayern Monaco e della nazionale tedesca giovanile. Candidato ideale dal filone yaoi come amante di Genzō, con il quale ha un rapporto di amore/odio in quanto è l'unico portiere ad aver parato il suo Fire Shot, altrimenti noto come "tiro al fulmicotone".

Hermann Kaltz ヘルマン·カルツ

Hermann "stecchino" Kaltz, una sagoma di giocatore, é un centrocampista difensivo. Gioca sempre con uno stuzzicadenti in bocca che sputa quando vuole fare sul serio. E' molto amico di Genzō e Schneider, difatti le parodie yaoi dedicate ai tre si sprecano.

Deuter Muller デューター・ミューラー
(Bauer/Muller)

Il portiere per antonomasia. Con la sua mole occupa praticamente tutta la porta ed é in grado di parare i tiri con una sola mano (mano che, per inciso, é piú grande del pallone).

Juan Diaz ファン・ディアス
(Jorge Ramirez)

Palesemente ispirato a Maradona. Fuoriclasse al pari di Tsubasa, é capace di segnare un goal scartando da solo due terzi della squadra avversaria, portiere compreso (!)

Alan Pascal アラン·パスカル

Non ha doti rilevanti ma lui e Diaz sono praticamente telepatici e fanno coppia fissa in campo (ma va'? Mi ricordano qualcuno...)

Shunko Sho 肖俊光

Cinesino al vetriolo, é uno dei pochi bastardelli che riescono a segnare a Genzō da fuori area, polverizzandogli il destro con la sua speciale mina allucinante, l'Handoshu Sokujinho.

Stefan Levin ステファン·レヴィン

Complessato e incazzoso svedese dalla storia tormentata, massacra la mano sinistra del buon Genzō con il suo micidiale Levin Shot, una specie di arma impropria. Certi tiri sembrano piú adatti ad un campo di battaglia che ad una partita di calcio...

Gino Hernandez ジノ・ヘルナンデス
(Dario Belli)

Fortissimo portiere ITALIANO (come rivela il cognome Hernandez, squisitamente nostrano). È abilissimo a parare potenti tiri come il Drive Shot con l'ausilio del solo braccio destro o sinistro.


Ok, detto questo per adesso ho finito. Spero di non aver annoiato nessuno con le mie farneticazioni, e nel caso, pazienza. Se il vero calcio fosse come quello di Captain Tsubasa, sarei allo stadio tutte le Domeniche xD


venerdì 12 dicembre 2008

Captain Tsubasa: vaneggiamenti e considerazioni personali.

Alzi la mano chi non si ricorda di "Holly e Benji"! Credo abbia segnato in modo indelebile l'infanzia di tutti quelli nati negli anni '80, e in misura minore anche di quelli nati negli anni '90...da piccola non ne perdevo una puntata, e tutt'ora occupa un posto speciale nel mio cuore. Sono passati quasi 15 anni ormai, eppure questo anime continua a farmi emozionare come all'inizio, quando lo trasmettevano di pomeriggio su Bim Bum Bam ed ero solita guardarlo mentre mi gustavo un Tegolino o (tanto per cambiare) disegnavo.
Sono davvero contenta che lo scarno palinsesto televisivo si sia arricchito un po' grazie alla rimessa in onda di questa vecchia gloria che non passa mai di moda...francamente, la maggior parte degli anime nuovi proprio non si può guardare. Forse la senilitá contribuisce a sviluppare ed accentuare il mio lato malinconico/nostalgico latente, ma non riesco assolutamente ad apprezzare Pokemon, Idaten Jump, BeyBlade et similia perché li trovo tutti uguali, estremamente noiosi e basicamente senza senso, ma non intendo soffermarmi a polemizzare su questo punto, ci sarebbe da scrivere su uno scontro generazionale che non ho voglia di approfondire adesso xD

♦ NOMI, TITOLI E ADATTAMENTI ♦

Torniamo al nostro beneamato "Captain Tsubasa" 『キャプテン翼』, meglio noto nel mondo occidentale come "Holly e Benji", che in Italia é comparso per la prima volta nel lontano Luglio 1986. Innanzitutto quando ho scoperto cosa significava il nome giapponese del protagonista mi sono quasi commossa. Tsubasa Ōzora, scritto con gli ideogrammi di grande (大), cielo (空) e ala/i (翼), significa letteralmente "ala (o ali, il giappo non distingue tra singolare e plurale) del grande cielo". E chissene, direte voi. Invece per me é una cosa importante scoprire che i nomi dei personaggi a cui sono stata piú legata durante la mia infanzia hanno un significato, mica come l'adattamento italiano che li ha mortificati e ridotti a nomi inglesizzanti sterili e fuoriluogo. Fuoriluogo perché nell'anime non viene mai fatto mistero che il paese in cui é ambientata la vicenda é il Giappone, e poi cosa fanno? Affibbiano dei nomi cosí tipicamente nipponici ai personaggi! Che adattamento raffinato, non c'è che dire, e lo dobbiamo tutto a Mediaset, la cui policy era ed é quella di italianizzare o inglesizzare i nomi giapponesi (perché, poi...forse temono che le menti dei bambini vengano compromesse dall'esotico idioma, anche se devo ammettere che ultimamente la percentuale di nomi adattati nei nuovi cartoni sta un po' scemando). D'altra parte peró quando ero piccola non ne sapevo una cippa sull'argomento, non me ne poteva importare di meno se la storia si svolgeva in Giappone, Eritrea o Uzbekistan e se i nomi originali erano stati mantenuti o no..."purista" lo sono diventata crescendo, e forse proprio grazie alla politica di occultamento della Mediaset xD
Comunque, sia qui sia in molti altri paesi la serie é universalmente ricordata come "Holly e Benji", contrazione di Oliver Hutton e Benjiamin Price che come nomi dai, non fanno proprio cosí schifo, anche se io e mio marito ancora adesso ci sbellichiamo a pensare alla traduzione italiana (Oliviero Capannone e Beniamino Prezzo, LOL).

A proposito di protagonisti, a pensarci bene non é che poi Benji (Genzō Wakabayashi in originale, e questo spiega il mistero di cosa significasse la scritta "W GENZO" sul suo inseparabile cappello, che non vuol dire "viva Genzo", come abbiamo sempre pensato da bambini) sia protagonista assoluto insieme ad Holly, diciamo che é un comprimario di un certo spessore, ma la vera star in questa vicenda é solo Holly/Tsubasa, come testimonia anche il titolo originale, Captain Tsubasa, per l'appunto. Perché poi abbiano deciso di chiamarlo cosí rimane un mistero...forse chi ha pensato a quel titolo non aveva tempo di visionare l'intera serie e si é fermato solo ai primi episodi, dove in effetti l'accesa rivalitá fra i due poteva trarre in inganno. Se si fosse preso la briga di guardare qualche puntata in piú, avrebbe scoperto che (purtroppo) Genzō non sará piú cosí presente, prima è sempre infortunato, poi va a giocare in Germania e non compare per quasi tutta la seconda serie...

♦ IMPRESE MEMORABILI: LA FANTASCIENZA APPLICATA AL CALCIO ♦


Questo anime é passato alla storia per i suoi campi chilometrici, per i voli circensi e i colpi speciali che sfidano la forza di gravitá ignorando tutte le leggi della fisica, per i portieri acrobati che saltano da un palo all'altro di una porta che normalmente dovrebbe essere lunga 7 metri e si infortunano pesantemente cercando di parare cannonate che gli bruciano i guanti (!!), gli smerigliano le mani e bucano rete e muretto adiacente, per le palle da calcio che si deformano diventando ellittiche o infuocate sotto l'effetto di tiri pazzeschi, per il telecronista, sempre lo stesso, che commenta TUTTE le partite sia amatoriali (che vengono trasmesse anche in TV, eh certo) sia mondiali, per i giocatori telepati che in campo si leggono nel pensiero o si lasciano andare a luuuuunghi flashback mentre palla al piede corrono a perdifiato verso una porta che sbuca mezz'ora dopo da una collina...per non parlare del fatto che praticamente TUTTI i ragazzini che si dilettavano a giocare nel campetto della scuola (chiamalo campetto, sembra San Siro) siano stati convocati per la Nazionale. E poi io mi sono sempre chiesta, ma avranno una vita oltre al calcio? Saranno mica analfabeti, ci andranno a scuola ogni tanto o stanno a disputare partite 24h su 24? E una ragazza? Ma ci hanno mai anche solo parlato con una femmina degna di questo nome, che non sia quell'invasata di Patty (Sanae)? L'unico che si sposa alla fine é Tsubasa, e guarda caso proprio con lei, amica di vecchia data (classica utopia da manga) e sua tifosa sfegatata. Ah aspetta, anche Philiph Callaghan (Hikaru Matsuyama) aveva una tipa, idem dicasi per il campione di vetro Julian Ross (Jun Misugi), ma secondo me Amy (Yayoi Aoba) portava un po' sfiga perchè ogni volta che la inquadravano sugli spalti intenta a fare il tifo l'attimo dopo il povero Julian si accasciava al suolo rantolando, bisognoso di una bella defibrillazione. Che poi secondo me lí dentro lui era l'unico con una parvenza vagamente "umana", paragonato ad attaccanti capaci di abbattere le sequoie a colpi di stinchi o a portieri funamboli, l'avere qualche attacco di cuore ogni tanto non mi sembra affatto una cosa strana...

Sempre restando in tema delle acrobazie tanto care a questo anime, come non citare Ed Warner (Ken Wakashimazu), il portiere karateka che para di taglio saltando come una scimmia da un palo all'altro della porta? O la catapulta infernale dei gemelli Derrick (Tachibana)? Ma come diavolo fa quello che sta schiena a terra ad essere immune all'attrito, a scivolare per metá campo con il fratello in equilibrio piede su piede (con tanto di tacchetti delle scarpe perfettamente combacianti) per poi catapultarlo in aria a tirare una mina allucinante che poco ci manca che il pallone esploda, e il tutto senza mai piantarsi nel terreno? E come dimenticare la prima sfida tra Genzō e Tsubasa, quando quest'ultimo con una precisione da cecchino scaglia un pallone da una collina con una potenza da lanciamissili verso il centro della città (che disterá un qualcosa come 5 km) riuscendo ovviamente a farlo arrivare dritto dritto fino alla casa di Genzō che, siccome ha i "riflessi condizionati del portiere" e para in automatico qualunque oggetto sia in movimento verso di lui, lo blocca senza difficoltá anche se chiunque altro (un nome a caso, Bruce Harper) se lo sarebbe stampato in piena faccia. Ma é proprio in queste prodezze irripetibili che sta il fascino di questo anime^^


♦ TALKING ABOUT THE S.G.G.K. ♦


Dal canto mio, sono sempre stata una fan di Genzō Wakabayashi, o Benji Price che dir si voglia, il mitico portierone che sappiamo tutti essere piuttosto arrogante, cocciuto e megalomane quanto basta per rovinarti la giornata; lo ricordo sempre con la sua tipica espressione, ovvero quell'aria di sufficienza da sbruffoncello che lo caratterizza specialmente nella prima serie, prima che venga un po' ammorbidito dalla solaritá di Tsubasa. In linea di massima non prediligo i personaggi "invincibili", i classici protagonisti assoluti ed infallibili, amatissimi e perfetti come ad esempio é Tsubasa, il super regista che vince sempre e comunque, abbonato a vita al goal decisivo dell'ultimo minuto di qualunque finale venga disputata, dalla Coppa del Mondo alla Coppa del Nonno; a mio parere questo alla lunga stanca un po', mentre Genzō sotto certi aspetti é piú "umano". Emblema della solidità ma non dell'onnipotenza o della perfezione, a partire dal carattere, tutt'altro che perfetto. Certo, rimane pur sempre un S.G.G.K. (e qui solo gli appassionati mi capiranno) ma le sue sonore batoste se le prende eccome (ad esempio ad inizio saga é proprio Tsubasa a riportarlo fra i comuni mortali) e sicuramente non é immune dal commettere errori, alcuni dei quali davvero colossali (uno leggendario si ha nel match Bayern-Amburgo quando al 90° esce dai pali per battere un calcio di punizione che, non andando a buon fine, dá inizio al contropiede che permette a Schneider di segnare il goal partita a porta sguarnita); per non parlare degli infortuni che lo costringono spessissimo alla panchina, povera stella.
Non dimentichiamo poi che ha avuto il coraggio di affrontare l'Europa molto prima di Tsubasa. Genzō è la star per le grandi occasioni, il portiere tutto d'un pezzo spedito subito oltremare che finisce col diventare un qualcosa di speciale, da notare e apprezzare ad ogni suo rientro, ed inoltre a mio parere è il giocatore decisivo della Nazionale Giapponese, colui in grado di fare la differenza in campo. Dotato di uno stile elegante, preciso ed equilibrato, affidabilitá e fermezza nelle prese, abilitá nelle uscite e nei rilanci lunghi, si puó dire che sia un atleta completo. Quando prende goal, quando sbaglia, è quasi un evento che va giustificato o sottolineato...e questo succede solo con i campioni.


♦ SIGLE ♦


Oltre alla prima serie, che ho amato (e amo) spasmodicamente, mi piace molto anche la terza, "Road to 2002", dove ritroviamo i protagonisti piú grandi, intorno alla ventina d'anni (in Italia é passata col titolo di "Holly e Benji Forever", sigh, ma che originalitá, per non parlare della truzzissima sigla dance cantata da Cristina D'Avena e Giorgio Vanni...come smantellare un bel cartone prima ancora che inizi la puntata...se qualche kamikaze la vuole ascoltare QUI c'è il triste video, ma non fatevi ingannare dalla melodia orecchiabile perché questa sigla é BRUTTA e su questo non transigo). La differenza di corporatura nei personaggi rispetto a quando erano dei gracili pischelletti é strabiliante, fa pensare che abbiano fatto un serio uso di anabolizzanti e steroidi, e la cosa é ancor piú palese nel manga, dove l'autore Yoichi Takahashi tiene raramente conto delle proporzioni che un normale corpo umano dovrebbe avere e li disegna con stazze degne di un armadio a quattro ante.

Per quanto riguarda invece le sigle originali, ne esistono un bel po', ma sono le prime ad essere davvero indimenticabili (soprattutto perché le loro versioni strumentali facevano da sottofondo durante le partite, quindi anche se non le avete mai sentite cantate sicuramente ne conoscete giá la melodia).

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Sigla d'apertura della prima serie:
『燃えてヒーロ』MOETE HERO - Eroe ardente (1983)

ちょっとあれ見なエースが通る Chotto aremi na EESU ga tooru
優れ者だと町中騒ぐ Suguremono da to machijuu sawagu
蝶蝶サンバ(蝶蝶サンバ)、シグザグサンバ (シグザグサンバ) Chochou SANBA (chouchou SANBA), JIGUZAGU SANBA (JIGUZAGU SANBA)
あいつの噂でチャンバも走る Aitsu no uwasa de CHANBA mo hashiru
それにつけても俺たちゃなんなの Sore ni tsukete mo oretacha nan nano
ボール一つにきりきり舞いさ BOORU hitotsu ni kirikiri mai sa
ダッシュ!、ダッシュ!、ダッシュ!DASSHU, DASSHU, DASSHU!
キックエンド ダッシュ!KIKKU ENDO DASSHU!
いつか決めるぜ、いなつまシュート Itsuka kimeru ze, inatsuma SHUUTO
そん時俺がスーパーヒーローさ Son toki ore ga SUUPAA HIIROO sa
ダッシュ!、ダッシュ!、ダッシュ!DASSHU, DASSHU, DASSHU!
キックエンド ダッシュ!KIKKU ENDO DASSHU!
燃えて、青春、駆け抜けろ!Moete seishun, kakenukero!

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Sigla di chiusura della prima serie:
『冬のライオン』Fuyu no Lion - Leone d'inverno

これが若さと言うけれど Kore ga wakasa to iu keredo
好きで迷ってきたような Suki de mayottekita youna
優しさ一片あるならば Yasashisa hitohira aru naraba
何も言わずに消えてくれ Nani mo iwazuni kiete kure
STORM STORM STORM うずくまる男を叩け Uzukumaru otoko wo tatake
STORM STORM STORM 涙ぐむ心を潰せ Namidagumu kokoro wo tsubuse
今の俺は冬のライオン Ima no ore wa fuyu no raion
ほんの少しだけ眠らせてくれ Honno sukoshi dake nemurasete kure


Ed infine ecco la seconda sigla finale della serie "Road to 2002"...la metto perché ne vale la pena, é davvero stupenda!

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『勝ち 』Kachi - Vittoria

積み上げる自分の高さは誰にも決められない Tsumiageru jibun no takasa wa dare ni mo kimerarenai
込み上げる自分の弱さを誰にも見せられない Komiageru jibun no yowasa wo dare ni mo miserarenai
あぁただ負けたくないその気持ちで Aa tada maketakunai sono kimochi de
あぁ今進むよ Aa ima susumu yo
飛んでくる小石を払って倍の早さで返す Tondekuru koishi wo haratte bai no hayasa de kaesu
病んでいる小鳥を拾って大きな空に返す Yandeiru kotori wo hirotte ookina sora ni kaesu
あぁただ負けたくないその気持ちで Aa tada maketakunai sono kimochi de
あぁ今進むよ Aa ima susumu yo
NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO 今出せる全ての力で Ima daseru subete no chikara de
後悔はしたくない Koukai wa shitakunai
今出せる全ての力で最高の勝ち Ima daseru subete no chikara de saikou no kachi


Bene, per oggi lo sproloquio termina qui. Ne avrei a vagonate di cose da dire su questo anime (si era capito, mi pare) e credo proprio che torneró sull'argomento, prima o poi...

giovedì 11 dicembre 2008

Un errore che non perdona.

A testimonianza che questo blog non é morto, ecco qua un nuovo post, dopo quasi due mesi di silenzio! Ogni tanto qualche ritaglio di tempo riesco a trovarlo per scrivere qui, soprattutto adesso che sono un pó piú libera dal momento che il tanto temuto Nōryoku Shiken é finalmente passato. Su come sia andato non mi pronuncio, ma lasciate che vi racconti del CLAMOROSO errore che ho tragicamente commesso nella seconda parte del listening e che mi ha pregiudicato l'esito delle altre nove domande.

La prima prova, quella sui kanji e sul vocabolario, é andata via liscia ed ero tutta gasata, giá pregustavo un successo. Affronto quindi la prima parte del listening, da fare basandosi sulle immagini contenute in un fascicoletto precedentemente distribuito, e anche qui non ci sono particolari problemi, almeno finché non giungiamo alla fatidica seconda parte di questo benedetto ascolto. Avete presente la scheda delle answers in cui vanno anneriti i pallini corrispondenti alle risposte? Bene, e avete presente anche che il primo in alto é l'esempio, e che all'inizio dell'ascolto tale esempio viene letto? Ebbene, ho totalmente ignorato questo "dettaglio" e sono partita in quarta bella carica ad annerire i maledetti pallini...col risultato che arrivata all'ultima domanda stavo giá per poggiare la matita con aria trionfante quando sento che la voce registrata non annuncia la fine della prova, anzi, continua a parlare. Mi guardo intorno per vedere le facce dei compagni sperando di trovarli smarriti quanto me ma sono tutti a testa bassa intenti a scrivere zelanti, ed in quel momento realizzo...MA PORC...avevo riscritto anche la risposta dell'esempio, con il conseguente risultato che la risposta due era in realtá la uno, la tre la due e via dicendo...insomma un macello, afferro la gomma sperando di riuscire ad effettuare le correzioni alla velocitá della luce ma non c'è niente da fare, sono ormai in preda al panico e stanno giá passando a ritirare le prove. Grandioso, tutte e 9 scazzate, gioia e tripudio (se mi é andata bene ne avró beccate un paio per puro culo).

Per quanto riguarda la grammatica e la comprensione il mio umore era ormai sceso ai minimi storici, com'era facilmente intuibile, per cui ho dovuto fare uno sforzo immane per mantenere la concentrazione e resistere all'impulso di alzarmi e andarmene dopo aver sbattuto un paio di volte la testa contro il muro. Questa terza e ultima parte in particolare é stata allucinante, non finiva mai, un vero e proprio tour de force...non si puó mettere la comprensione di un testo (e nello specifico di un testo in giapponese, mica cazzi...e magari fosse stato uno solo) dopo la grammatica, é cerebralmente devastante, anche se ripensandoci col senno del poi non erano brani difficili, anzi...il problema di fondo é che dopo due ore di tensione e impegno cercando di leggere e capire il giapponese il mio cervello proprio si rifiutava di collaborare, ed ammetto di avere sparato a caso un paio di risposte, il tempo stava scadendo e la mia concentrazione pure.

Questa é la cronaca del mio (disastroso) esame. Sono sicura al 99% di non averlo passato, purtroppo quel fallo sull'ascolto ne ha compromesso il buon esito, senza contare qualche altro errorino qua e lá che contribuirá ad abbassare ulteriormente la media. Bé, la parte positiva é che almeno non passeró i prossimi tre mesi ad attendere trepidante il risultato, tanto so giá come é andata...lo ritenteró l'anno prossimo, ad un livello piú alto e SPERO senza commettere mai piú delle sviste cosí madornali.

Pena l'auto-fustigazione sulle gengive.