Allora, è accaduto che oggi, cazzeggiando allegramente sul web e nello specifico fra siti giapponesi dedicati a Captain Tsubasa (di cui sono, ahimè, una patetica fangirl con la fissa per le threesome), io ne abbia scovato uno dal nome che definire bizzarro è un eufemismo (nonostante sia stra-azzeccato, e fra poco spiegherò come mai).
domenica 19 aprile 2009
Di ricchioni e amene nomenclature.
Allora, è accaduto che oggi, cazzeggiando allegramente sul web e nello specifico fra siti giapponesi dedicati a Captain Tsubasa (di cui sono, ahimè, una patetica fangirl con la fissa per le threesome), io ne abbia scovato uno dal nome che definire bizzarro è un eufemismo (nonostante sia stra-azzeccato, e fra poco spiegherò come mai).
sabato 7 marzo 2009
A volte, i miracoli accadono.
E raccontarvi di un piccolo miracolo a cui ancora non riesco a credere.
E' successo qualche giorno fa, al rientro dal lavoro. Mio padre, fra una chiacchiera e l'altra e con la massima nonchalance, mi allunga due lettere appena arrivate. Una é una bolletta, che gaudio. L'altra...rimango un attimo interdetta perché é una busta davvero grande. Guardo il mittente e il mio cuore manca un battito: i risultati del JLPT. Non ci pensavo neanche piú, ormai lo ritenevo una boccia persa, considerato quanto avvenuto all'esame.
Il sagace titolo che ho dato al post toglie tutto il pathos, perché si intuisce che io l'abbia passato, cosa di cui ancora non mi capacito.
Per la cronaca, la mia faccia assomigliava vagamente all'urlo di Munch mentre stringevo l'agognato diploma fra le mani.
E' ufficiale, Dio esiste.
Dovrei smetterla con l'ateismo.
martedì 30 dicembre 2008
Captain Tsubasa again: inevitabili commenti sugli epici personaggi.
mo che aleggia in questi giorni di festa, rieccomi qui a parlare di quella perla di Captain Tsubasa; prima peró urge un piccolo prologo.E' da qualche tempo a questa parte che sto approfondendo la lettura dei kanji usati per i nomi propri giapponesi, e l'argomento é mediamente complesso ma assai affascinante. Ebbene, cosa c'entrerá mai tutto questo con Captain Tsubasa? C'entra, perché ho scoperto quanto sia interessante conoscere gli ideogrammi usati nei nomi di ciascun personaggio della serie, per cui volumetti originali alla mano mi sono messa a prenderne nota, e chi mi conosce sa quanto mi esaltino queste piccole cretinate.
Fine del prologo, che a conti fatti, c'entra poco o niente con i contenuti che mi accingo a riportare dato che non intendo stare a spiegare il significato di ogni singolo nome. Comunque, man mano che stilavo la mia listina, ho pensato di mettere a fianco del nome giapponese anche quello (ignobile) dell'adattamento italiano, giusto per fissare bene chi fosse, ed é stato allora che pian piano ho cominciato a buttare giú due righe di descrizione per ciascun personaggio. Righe che sono diventate ben presto due facciate di amenitá e cazzate stratosferiche, partorite dalla mia mente malata che ha deciso saggiamente di prendersi un periodo di svago senza doversi mettere a pensare a niente di troppo impegnativo.
Perció adesso, volenti o nolenti, vi rinfrescheró la memoria su chi diavolo fossero alcuni dei personaggi di questo mitico anime! Avrei voluto mettere anche le fotine di tutti, ma sono troppo pigra: accontentatevi di quella a sinistra (che serve anche per dare un'idea di ció che mi perdo a fare invece di studiare diligentemente), dove si puó ammirare l'impeccabile Genzō mentre para la mina scagliata dal belligerante Kojirō, durante l'accesissimo match che si é svolto proprio nei pressi del mio portatile. Ehm.
(Oliver/Holly Hutton)
Mark "er burino" Landers, la riottosa tigre frustrata capace di arrotolare perfino le maniche ad un completo di Armani e di andarci ad una conferenza stampa, studia, si allena e contemporaneamente lavora per mantenere i suoi millemila fratelli. E' celebre per i suoi interventi furiosi al limite del fallo che lasciano schiere di giocatori menomati; in campo è come Attila, dove passa lui non crescono più i difensori. E' provato dagli eventi della vita, tanto che a 12 anni ne dimostra giá 30. Eterno rosicone, vorrebbe umiliare Tsubasa e segnare a Genzō da fuori area ma entrambe le cose resteranno solo un bel sogno per lui, nonostante si trastulli ad allenarsi con gli tsunami e le palle mediche per diventare piú forte. Indimenticabile il suo "Tiger Shot", capace di bucare reti e muretti adiacenti. Senza dubbio il personaggio piú rabbioso e iracondo dell'intera vicenda, fra lui e Genzō non corre buon sangue; essendo entrambi due cafoncelli arroganti sono in contrasto piú o meno su tutto e Kojirō gli staccherebbe volentieri la testa dal collo, anche perché l'S.G.G.K. é il rampollo ricco e viziato di una famiglia bene mentre lui é un povero spiantato che ha sempre dovuto farsi il mazzo per ottenere qualcosa nella vita.
(Bruce Harper)
venerdì 12 dicembre 2008
Captain Tsubasa: vaneggiamenti e considerazioni personali.
♦ NOMI, TITOLI E ADATTAMENTI ♦
Torniamo al nostro beneamato "Captain Tsubasa" 『キャプテン翼』, meglio noto nel mondo occidentale come "Holly e Benji", che in Italia é comparso per la prima volta nel lontano Luglio 1986. Innanzitutto quando ho scoperto cosa significava il nome giapponese del protagonista mi sono quasi commossa. Tsubasa Ōzora, scritto con gli ideogrammi di grande (大), cielo (空) e ala/i (翼), significa letteralmente "ala (o ali, il giappo non distingue tra singolare e plurale) del grande cielo". E chissene, direte voi. Invece per me é una cosa importante scoprire che i nomi dei personaggi a cui sono stata piú legata durante la mia infanzia hanno un significato, mica come l'adattamento italiano che li ha mortificati e ridotti a nomi inglesizzanti sterili e fuoriluogo. Fuoriluogo perché nell'anime non viene mai fatto mistero che il paese in cui é ambientata la vicenda é il Giappone, e poi cosa fanno? Affibbiano dei nomi cosí tipicamente nipponici ai personaggi! Che adattamento raffinato, non c'è che dire, e lo dobbiamo tutto a Mediaset, la cui policy era ed é quella di italianizzare o inglesizzare i nomi giapponesi (perché, poi...forse temono che le menti dei bambini vengano compromesse dall'esotico idioma, anche se devo ammettere che ultimamente la percentuale di nomi adattati nei nuovi cartoni sta un pó scemando). D'altra parte peró quando ero piccola non ne sapevo una cippa sull'argomento, non me ne poteva importare di meno se la storia si svolgeva in Giappone, Eritrea o Uzbekistan e se i nomi originali erano stati mantenuti o no..."purista" lo sono diventata crescendo, e forse proprio grazie alla politica di occultamento della Mediaset xD
Comunque, sia qui sia in molti altri paesi la serie é universalmente ricordata come "Holly e Benji", contrazione di Oliver Hutton e Benjiamin Price che come nomi dai, non fanno proprio cosí schifo, anche se io e mio marito ancora adesso ci sbellichiamo a pensare alla traduzione italiana (Oliviero Capannone e Beniamino Prezzo, LOL).
A proposito di protagonisti, a pensarci bene non é che poi Benji (Genzo Wakabayashi in originale, e questo spiega il mistero di cosa significasse la scritta "W GENZO" sul suo inseparabile cappello, che non vuol dire "viva Genzo", come abbiamo sempre pensato da bambini) sia protagonista assoluto insieme ad Holly, diciamo che é un comprimario di un certo spessore, ma la vera star in questa vicenda é solo Holly/Tsubasa, come testimonia anche il titolo originale, Captain Tsubasa, per l'appunto. Perché poi abbiano deciso di chiamarlo cosí rimane un mistero...forse chi ha pensato a quel titolo non aveva tempo di visionare l'intera serie e si é fermato solo ai primi episodi, dove in effetti l'accesa rivalitá fra i due poteva trarre in inganno. Se si fosse preso la briga di guardare qualche puntata in piú, avrebbe scoperto che (purtroppo) Genzo non sará piú cosí presente, prima è sempre infortunato, poi va a giocare in Germania e non compare per quasi tutta la seconda serie...
Questo anime é passato alla storia per i suoi campi chilometrici, per i voli circensi e i colpi speciali che sfidano la forza di gravitá ignorando tutte le leggi della fisica, per i portieri acrobati che saltano da un palo all'altro di una porta che normalmente dovrebbe essere lunga 7 metri e si infortunano pesantemente cercando di parare cannonate che gli bruciano i guanti (!!), gli smerigliano le mani e bucano rete e muretto dietro la rete, per le palle da calcio che si deformano diventando ellittiche o infuocate sotto l'effetto di tiri pazzeschi, per il telecronista, sempre lo stesso, che commenta TUTTE le partite sia amatoriali (che vengono trasmesse anche in TV, eh certo) sia mondiali, per i giocatori telepati che in campo si leggono nel pensiero o si lasciano andare a luuuuunghi flashback mentre palla al piede corrono a perdifiato verso una porta che sbuca mezz'ora dopo da una collina...per non parlare del fatto che praticamente TUTTI i ragazzini che si dilettavano a giocare nel campetto della scuola (chiamalo campetto, sembra San Siro) siano stati convocati per la Nazionale. E poi io mi sono sempre chiesta, ma avranno una vita oltre al calcio? Saranno mica analfabeti, ci andranno a scuola ogni tanto o stanno a disputare partite 24h su 24? E una ragazza? Ma ci hanno mai anche solo parlato con una femmina degna di questo nome, che non sia quell'invasata di Patty (Sanae)? L'unico che si sposa alla fine é Tsubasa, e guarda caso proprio con lei, amica di vecchia data (classica utopia da manga) e sua tifosa sfegatata. Ah aspetta, anche il campione di vetro Julian Ross (Jun Misugi) aveva una tipa, ma secondo me portava un pò sfiga perchè ogni volta che la inquadravano sugli spalti intenta a fare il tifo l'attimo dopo il povero Julian si accasciava al suolo rantolando, bisognoso di una bella defibrillazione. Che poi secondo me lí dentro lui era l'unico con una parvenza vagamente "umana", paragonato ad attaccanti capaci di abbattere le sequoie a colpi di stinchi o a portieri funamboli, l'avere qualche attacco di cuore ogni tanto non mi sembra affatto una cosa strana...
Sempre restando in tema delle acrobazie tanto care a questo anime, come non citare Ed Warner (Ken Wakashimazu), il portiere karateka che para di taglio saltando come una scimmia da un palo all'altro della porta? O la catapulta infernale dei gemelli Derrick (Tachibana)? Ma come diavolo fa quello che sta schiena a terra ad essere immune all'attrito, a scivolare per metá campo con il fratello in equilibrio piede su piede (con tanto di tacchetti delle scarpe perfettamente combacianti) per poi catapultarlo in aria a tirare una mina allucinante che poco ci manca che il pallone esploda, e il tutto senza mai piantarsi nel terreno? E come dimenticare la prima sfida tra Genzo e Tsubasa, quando quest'ultimo con una precisione da cecchino scaglia un pallone da una collina con una potenza da lanciamissili verso il centro della città (che disterá un qualcosa come 5 km) riuscendo ovviamente a farlo arrivare dritto dritto fino alla casa di Genzo che, siccome ha i "riflessi condizionati del portiere" e para in automatico qualunque oggetto sia in movimento verso di lui, lo blocca senza difficoltá anche se chiunque altro (un nome a caso, Bruce Harper) se lo sarebbe stampato in piena faccia. Ma é proprio in queste prodezze irripetibili che sta il fascino di questo anime^^
♦ TALKING ABOUT THE S.G.G.K. ♦
Dal canto mio, sono sempre stata una fan di Genzo Wakabayashi, o Benji Price che dir si voglia, il mitico portierone che sappiamo tutti essere piuttosto arrogante, cocciuto e megalomane quanto basta per rovinarti la giornata; lo ricordo sempre con la sua tipica espressione, ovvero quell'aria di sufficienza da sbruffoncello che lo caratterizza specialmente nella prima serie, prima che venga un pó ammorbidito dalla solaritá di Tsubasa. In linea di massima non prediligo i personaggi "invincibili", i classici protagonisti assoluti ed infallibili, amatissimi e perfetti come ad esempio é Tsubasa, il super regista che vince sempre e comunque, abbonato a vita al goal decisivo dell'ultimo minuto di qualunque finale venga disputata, dalla Coppa del Mondo alla Coppa del Nonno; a mio parere questo alla lunga stanca un pó, mentre Genzo sotto certi aspetti é piú "umano". Emblema della solidità ma non dell'onnipotenza o della perfezione, a partire dal carattere, tutt'altro che perfetto. Certo, rimane sempre un S.G.G.K. (e qui solo gli appassionati mi capiranno) ma le sue sonore batoste se le prende eccome (ad esempio ad inizio saga é proprio Tsubasa a riportarlo fra i comuni mortali) e sicuramente non é immune dal commettere errori, alcuni dei quali davvero colossali (uno leggendario si ha nel match Bayern-Amburgo quando al 90° esce dai pali per battere un calcio di punizione che, non andando a buon fine, dá inizio al contropiede che permette a Schneider di segnare il goal partita a porta sguarnita); per non parlare degli infortuni che lo costringono spessissimo alla panchina, povera stella.
Non dimentichiamo poi che ha avuto il coraggio di affrontare l'Europa molto prima di Tsubasa. Genzo è la star per le grandi occasioni, il portiere tutto d'un pezzo spedito subito lontano che finisce col diventare un qualcosa di speciale, da notare e apprezzare ad ogni suo rientro, ed inoltre a mio parere è il giocatore decisivo della Nazionale Giapponese, colui in grado di fare la differenza in campo. Dotato di uno stile elegante, preciso ed equilibrato, affidabilitá e fermezza nelle prese, abilitá nelle uscite e nei rilanci lunghi, si puó dire che sia un atleta completo. Quando prende goal, quando sbaglia, è quasi un evento che va giustificato o sottolineato...e questo succede solo con i campioni.
♦ SIGLE ♦
Oltre alla prima serie, che ho amato (e amo) spasmodicamente, mi piace molto anche la terza, "Road to 2002", dove ritroviamo i protagonisti piú grandi, intorno alla ventina d'anni (in Italia é passata col titolo di "Holly e Benji Forever", sigh, ma che originalitá, per non parlare della truzzissima sigla dance cantata da Cristina D'Avena e Giorgio Vanni...come smantellare un bel cartone prima ancora che inizi la puntata...se qualche kamikaze la vuole ascoltare QUI c'è il triste video, ma non fatevi ingannare dalla melodia orecchiabile perché questa sigla é BRUTTA e su questo non transigo). La differenza di corporatura nei personaggi rispetto a quando erano dei gracili pischelletti é strabiliante, fa pensare che abbiano fatto un serio uso di anabolizzanti e steroidi, e la cosa é ancor piú palese nel manga, dove l'autore Yoichi Takahashi tiene raramente conto delle proporzioni che un normale corpo umano dovrebbe avere e li disegna con stazze degne di un armadio a quattro ante.
Per quanto riguarda invece le sigle originali, ne esistono un bel pó, ma sono le prime ad essere davvero indimenticabili (soprattutto perché le loro versioni strumentali facevano da sottofondo durante le partite, quindi anche se non le avete mai sentite cantate sicuramente ne conoscete giá la melodia).
Sigla d'apertura della prima serie:
『燃えてヒーロ』MOETE HERO - Eroe ardente (1983)
ちょっとあれ見なエースが通る Chotto aremi na EESU ga tooru
優れ者だと町中騒ぐ Suguremono da to machijuu sawagu
蝶蝶サンバ(蝶蝶サンバ)、シグザグサンバ (シグザグサンバ) Chochou SANBA (chouchou SANBA), JIGUZAGU SANBA (JIGUZAGU SANBA)
あいつの噂でチャンバも走る Aitsu no uwasa de CHANBA mo hashiru
それにつけても俺たちゃなんなの Sore ni tsukete mo oretacha nan nano
ボール一つにきりきり舞いさ BOORU hitotsu ni kirikiri mai sa
ダッシュ!、ダッシュ!、ダッシュ!DASSHU, DASSHU, DASSHU!
キックエンド ダッシュ!KIKKU ENDO DASSHU!
いつか決めるぜ、いなつまシュート Itsuka kimeru ze, inatsuma SHUUTO
そん時俺がスーパーヒーローさ Son toki ore ga SUUPAA HIIROO sa
ダッシュ!、ダッシュ!、ダッシュ!DASSHU, DASSHU, DASSHU!
キックエンド ダッシュ!KIKKU ENDO DASSHU!
燃えて、青春、駆け抜けろ!Moete seishun, kakenukero!
Sigla di chiusura della prima serie:
『冬のライオン』Fuyu no Lion - Leone d'inverno
これが若さと言うけれど Kore ga wakasa to iu keredo
好きで迷ってきたような Suki de mayottekita youna
優しさ一片あるならば Yasashisa hitohira aru naraba
何も言わずに消えてくれ Nani mo iwazuni kiete kure
STORM STORM STORM うずくまる男を叩け Uzukumaru otoko wo tatake
STORM STORM STORM 涙ぐむ心を潰せ Namidagumu kokoro wo tsubuse
今の俺は冬のライオン Ima no ore wa fuyu no raion
ほんの少しだけ眠らせてくれ Honno sukoshi dake nemurasete kure
Ed infine ecco la seconda sigla finale della serie "Road to 2002"...la metto perché ne vale la pena, é davvero stupenda!
『勝ち 』Kachi - Vittoria
積み上げる自分の高さは誰にも決められない Tsumiageru jibun no takasa wa dare ni mo kimerarenai
込み上げる自分の弱さを誰にも見せられない Komiageru jibun no yowasa wo dare ni mo miserarenai
あぁただ負けたくないその気持ちで Aa tada maketakunai sono kimochi de
あぁ今進むよ Aa ima susumu yo
飛んでくる小石を払って倍の早さで返す Tondekuru koishi wo haratte bai no hayasa de kaesu
病んでいる小鳥を拾って大きな空に返す Yandeiru kotori wo hirotte ookina sora ni kaesu
あぁただ負けたくないその気持ちで Aa tada maketakunai sono kimochi de
あぁ今進むよ Aa ima susumu yo
NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO 今出せる全ての力で Ima daseru subete no chikara de
後悔はしたくない Koukai wa shitakunai
今出せる全ての力で最高の勝ち Ima daseru subete no chikara de saikou no kachi
Bene, per oggi lo sproloquio termina qui. Ne avrei a vagonate di cose da dire su questo anime (si era capito, mi pare) e credo proprio che torneró sull'argomento, prima o poi...
giovedì 11 dicembre 2008
Un errore che non perdona.









