domenica 1 giugno 2008

Grotesque, di Natsuo Kirino


Sono infinitamente grata alla casa editrice Neri Pozza per aver deciso di tradurre per il mercato italiano le opere della scrittrice giapponese Natsuo Kirino, che fin dai tempi de Le quattro casalinghe di Tokyo ("Out" in originale) é al primo posto tra le mie autrici preferite.

L'ultimo suo romanzo, pubblicato in Italia nel Maggio 2008, si intitola Grotesque e a prima vista potrebbe scoraggiare il lettore svogliato e poco incline a letture lunghe e ricche, dal momento che si tratta di un tomo di oltre 900 pagine. Peró vale la pena di leggerle tutte con attenzione, una per una, e vi garantisco che ció sará tutt'altro che difficile, poiché una volta iniziato non riuscirete piú a staccarvi; ogni volta che dovevo mettere il segnalibro e interrompere la lettura perché giá si era fatto tardi e non avevo piú tempo, in cuor mio promettevo di rimettervi mano appena possibile, quasi fosse una droga, perché si tratta di una vicenda assolutamente magnetica in grado di catturare l'attenzione come poche altre.

Premetto innanzitutto che Natsuo Kirino é, teoricamente, una scrittrice di romanzi polizieschi, dove le vicende ruotano attorno a omicidi o altri crimini efferati. Teoricamente, perché la Kirino é una delle poche autrici di romanzi di questo genere in grado di approfondire magistralmente gli aspetti interiori e caratteriali dei propri personaggi, al punto da far sembrare le sue opere quasi dei trattati di psicologia. Il modo in cui scrive é eccelso, mai noioso, sempre attento ai dettagli e, come ho giá detto, assolutamente magnetico. Non riuscirete piú a staccare gli occhi dalle pagine, o almeno questo é quello che mi succede ogni volta.

La storia di Grotesque narra le vicende di tre donne, che si intrecciano a quelle di altri personaggi secondari, descritti anch'essi in modo cosí approfondito da far quasi perdere di vista le vere protagoniste; sí, nei suoi romanzi non c'é mai un solo personaggio principale ben delineato intorno a cui ruotano tutti gli altri, piuttosto si ha un intreccio di esistenze che si incrociano e si sovrappongono, proprio come nella vita reale. La prima "voce narrante" che incontriamo é quella della sorella maggiore dell'attraente Yuriko, dotata di una bellezza assoluta e quasi mostruosa, nettamente superiore a quella di chiunque altro, che le ha sempre aperto tutte le porte senza nessuna fatica. Per contro, la sorella narratrice dei fatti (di cui non viene mai rivelato il nome) non é né particolarmente bella né avvenente; in mancanza dell'arma della bellezza (di cui é ampiamente dotata Yuriko) é costretta ad affinarne altre per sopravvivere, tra cui l'intelligenza ma soprattutto la perfidia. La prima parte del romanzo é narrata in una sorta di regressione temporale e racconta i fatti partendo dall'inizio, dal punto di vista della sorella maggiore, passando dalla loro infanzia all'etá adulta, tenendo in particolare considerazione il periodo piú importante e prezioso dal punto di vista della formazione del carattere, quello dell'adolescenza.
Entrambe le sorelle hanno frequentato una prestigiosa scuola privata, in cui una é stata ammessa per i suoi voti, l'altra unicamente perché con la sua avvenenza é riuscita a stregare i professori. Tale scuola, l'Istituto Q, é retto da una schiacciante e rigida gerarchia sociale che non é altro che una metafora del sistema statale giapponese. In questa scuola facciamo la conoscenza di Kazue, compagna di classe della sorella di Yuriko, ragazza studiosa che ha eletto l'impegno come sua unica arma per raggiungere gli obiettivi che si é prefissata e che cerca disperatamente di guadagnarsi l'ammirazione e il rispetto degli altri, ottenendo ottimi voti ed emulando le compagne nell'atteggiamento e nel modo di vestire, peró senza mai avere successo; infatti per quanto si sforzi troverá sempre chi prenderá voti migliori o chi la deriderá per i suoi goffi tentativi di integrazione. Lei e Yuriko si trasformeranno in due veri e propri mostri (attenzione, non "mostri" col significato che gli si attribuisce di solito) e subiranno un triste destino, quello di venire uccise entrambe dallo stesso uomo in circostanze simili a distanza di un anno l'una dall'altra. Circostanze simili nonostante le loro diversitá evidenti, almeno all'inizio.
La goffa Kazue riuscirá a laurearsi e ad occupare il posto di dirigente della sezione ricerca e sviluppo nella stessa prestigiosa ditta del padre, morto qualche tempo prima; nonostante questo importante incarico, che si rivelerá poi essere molto piú noioso e inutile del previsto, qualche anno dopo Kazue inizierá a dedicarsi alla prostituzione, che svolgerá di notte all'insaputa di tutti. Come é stato possibile che una donna in carriera si ritrovi a battere il marciapiede, continuando imperturbabile la sua attivitá lavorativa diurna? Il capitolo dedicato alla vita di Kazue, narrato in prima persona sotto forma di diario, é quello a mio avviso piú interessante. Invece Yuriko é sempre stata una "puttana nata", come lei stessa si definisce nel capitolo dedicato alla sua vita, avendo cominciato questa professione a soli 15 anni ed avendo sempre avuto un debole per gli uomini che, con un solo sguardo, cadevano ai suoi piedi, inesorabilmente vittime del suo fascino irresistibile. L'autrice esamina con dovizia di particolari le decisioni che hanno portato ad una scelta di questo genere (che puó forse apparire piú ovvia per una come lei) non mancando di farci appassionare anche alle sue vicende. Questa professione é il loro punto in comune, che le porterá alla stessa tragica fine.

Vi é poi un capitolo interamente dedicato all'introspezione psicologica del loro assassino benché egli, un cittadino cinese immigrato clandestinamente in Giappone dopo una vita di miseria e di stenti, si dichiari colpevole solo dell'omicidio di Yuriko. Tuttavia non é importante sapere chi é stato ad ucciderle, poiché é noto sin dall'inizio, bensí quali siano stati gli eventi che le hanno condotte a questo destino, il perché di certe scelte, perché e come sono mutate queste due donne diventate "grottesche", mostri di perversione ed eccessi, in cerca soltanto di libertá; libertá che raggiungeranno ad un caro prezzo.

So che mi sono dilungata e che la mia recensione é tutto fuorché concisa e semplice, ma per me é difficile descrivere in poche righe un libro simile, e poi quando qualcosa mi appassiona divento automaticamente prolissa all'infinito...spero di non aver annoiato nessuno ;-)

Titolo: GROTESQUE
Titolo originale: Gurotesuku グロテスク
Editore: Neri Pozza, collana Bloom
Traduttore: Gianluca Coci, docente di lingua e letteratura giapponese all’Universitá degli Studi di Napoli "L’Orientale"
Dati: anno 2008, 925 pagine, brossura
Prezzo: € 22

2 commenti:

Ami ha detto...

Dilungare ti sei dilungata ma adesso ho una voglia matta di leggermelo anche io, porca miseria!
Ti amo!

Mikan ha detto...

anche io ora ho voglia di leggerlo