martedì 15 luglio 2008

Precisazioni sull'uso del DS giapponese in Italia.

Nel precedente post sul DS ho tralasciato alcune cose importanti che é doveroso menzionare allo scopo di fugare ogni dubbio, e credo che ció interesserá tutti quelli che, come me, hanno in Akihabara la propria Mecca e sbavano all'idea di comprarsi il tanto agognato oggetto del desiderio direttamente nella sua patria di origine:
  • Anche i giochi italiani e in generale tutti quelli europei funzionano alla grande sul DS nipponico.

  • Tra le lingue che si possono impostare c'é anche l'italiano.

  • Il caricabatterie fornito con la confezione é inutilizzabile al di fuori del Giappone perché, oltre ad avere lo spinotto completamente incompatibile con le prese nostrane, funziona solo a 110V. Ció significa che non puó alimentarsi a piú di 110V alla volta, e di conseguenza se (dopo averci messo un adattatore) lo collegate a una presa italiana il vostro DS non si ricaricherá. Tuttavia é semplicissimo ovviare a questo inconveniente: il Nintendo é programmato per funzionare con qualunque tipo di voltaggio, che siano i 110V giapponesi o i 220V italiani, pertanto basta cambiare il caricabatterie sostituendolo con uno comprato in Italia. Ne vendono a cifre davvero irrisorie, quello che abbiamo preso noi l'abbiamo pagato 9€!
  • Non c'entra nulla con il suo uso nel Belpaese, ma é interessante anche sapere quanto l'abbiamo pagato da Yodobashi Camera, e cioé ¥16800 (circa 100€ al cambio attuale); peró, ad esempio nei Book Off, si puó trovare anche usato tenuto come se fosse nuovo ad un prezzo che varia tra i ¥10000 e i ¥13000 circa. In Italia invece costa 149.90€, e da qui si evince che comprarlo lá sia molto piú conveniente. L'unica pecca é che, come si puó facilmente immaginare, la garanzia non sará piú valida una volta usciti dal Giappone.

Malgrado non sia questo il problema principale che impedisce al DS di ricaricarsi al di fuori del Giappone, per farsi un'idea della differenza esistente anche a livello esteriore rispetto ad un caricabatterie italiano posto una foto di come si presenta lo spinotto di quello giapponese:

Bene, e con questo credo di aver chiarito ogni dubbio tecnico riguardante il DS...nel caso aveste altre domande, non dovete far altro che chiedere^^

lunedì 14 luglio 2008

Il mio uomo ideale giapponese.

Ebbene sí, l'ho trovato, e devo riuscire a trovare anche un suo poster da appendermi in camera. Un giorno ho visto questa pubblicitá luminosa in metropolitana (fate click QUI per vederla interamente) e ne sono rimasta folgorata, guardate il volto di questo simpatico tracagnotto che reclamizza un negozio di abbigliamento per taglie forti (udite udite, esistono anche in Giappone). Io trovo che sia spettacolare, semplicemente adorabile...troppo carinoh!!!(o kawaiiii, ditelo come vi pare)*____*

EDIT: Grazie alla segnalazione del gentilissimo Gianni, finalmente il mio uomo ideale ha un nome!! Si chiama Hidehiko Ishizuka (石塚 英彦) e, parole dello stesso Gianni, é un uomo di "peso" della tv giapponese, che si occupa di programmi dove guardacaso si parla di cibo (^o^)
Cliccare QUI per vedere un esempio delle sue performances (e notare anche l'acconciatura alla Little Tony di uno dei giocatori di baseball ospiti della trasmissione). Che dire, adesso so chi cercare su Google per trovare altre sue foto da mettere come sfondo del desktop...adoro le sue facce da cartone animato, magari esistesse un suo fan club, mi ci iscriverei seduta stante!! O al limite potrei sempre pensarci io e fondarne uno xD

EDIT 2: Ho creato un banner per piazzarlo nella colonna destra del blog...tra tutte le foto di Ish-chan che ho trovato in rete (ormai siamo entrati in confidenza, siamo già passati ai diminutivi xD), quella che ho scattato io al cartellone pubblicitario è sicuramente la più emblematica e rappresentativa del suo fascino mangoso (da "manga", non dal frutto) o animoso (da "anime") se preferite! ^__^

Vi siete alzati con la luna storta? Vi sentite apatici e svogliati, e avete passato la giornata a ringhiare contro il vostro capo che come al solito vi fa scendere il morale sotto le scarpe? La soluzione è guardare un attimo il faccione rubicondo e giulivo di Ish-chan, l'uomo-manga vivente a cui svaniscono gli occhi quando sorride, per riacquistare subito il buonumore!! ♪♫

~SPREAD THE LOVE!~

☆石塚 英彦 の ファン☆

Senza il Nintendo DS non sei nessuno...

...ma anche senza la PSP o il cellulare ipertecnologico. I giapponesi hanno una vera e propria fissa per questi tre oggetti, ormai diventati di culto, uno status symbol, e non perdono occasione per "esibirli" tirandoli fuori da borse e tasche non appena hanno un attimo di tempo, che sia in metropolitana, al ristorante, al caffé, mentre fanno la coda, mentre passeggiano per strada...e potrei andare avanti all'infinito!

Ecco qui sotto un esempio concreto di ció che dico, ovvero quattro giovani salarymen in pausa pranzo che giocano in wireless tutti allo stesso gioco contemporaneamente, Monster Hunter 2G Portable (lo so perché ci siamo appostati alle loro spalle e abbiamo buttato un occhio con nonchalance per capire che diamine stessero facendo XD)


Questa é la norma, mentre in Italia potresti essere guardato con curiositá se ti metti a smanettare con la PSP in pubblico (a meno che tu non sia un bambino, ma in Giappone i sopracitati oggetti sono prerogativa di qualsiasi fascia di etá, dagli studenti delle elementari ai pensionati). Peró ció che realmente permette ai giapponesi di capire se sei un turista, al di lá della macchina fotografica appesa al collo e della piantina della cittá che spunta dalla tasca, é il cellulare; infatti se non si ha la residenza é impossibile per un gaijin comprarne uno (e anche comprandone uno di quelli prepagati si nota subito che non é un modello raffinato e all'avanguardia come i VERI keitai denwa, provvisti di regolare contratto telefonico rilasciato solo agli abitanti). Io e mio marito ci sentivamo quasi fuori posto non avendo niente da "sfoderare" al momento opportuno, ad esempio un secondo dopo la partenza della metro, quando mezza carrozza lo estraeva quasi in sincrono e si metteva a digitare freneticamente sui tasti per giocare, mandare e-mail e chissá cos'altro. Decisamente, i giapponesi sono telefonino-dipendenti, e ci credo, con i modelli strafighi che si ritrovano...se magari l'ultimo uscito in Italia vi piace e pensate che sia il cellu piú bello che abbiate mai visto, allora non guardate MAI quelli giapponesi, perché qualsiasi loro modello é nettamente migliore, sia esteticamente che funzionalmente, e rischiereste di soffrire inutilmente innamorandovene a prima vista! Infatti, quand'anche riusciste a procurarvene uno, purtroppo risulterá inutilizzabile in quasi tutto il resto del mondo, perché usano sistemi diversi di telefonia mobile (ad esempio lá non esiste il GSM).

Insomma, per ovviare a questa nostra mancanza e per sentirci meno gaijin (un mero pretesto per giustificare una spesa ineluttabile dettata unicamente da un puro consumismo sfrenato) abbiamo ripiegato sul Nintendo DS, comprandone uno bianco che fra l'altro, come tutte le apparecchiature elettroniche, in Giappone costa molto meno (l'abbiamo pagato circa 50€ in meno del prezzo italiano). A differenza di quanto ci si poteva aspettare, i colori in cui era venduto lá erano circa gli stessi di quelli del mercato nostrano; la cosa é strana perché ad esempio la PSP era onnipresente in tutte le tinte e sfumature possibili, addirittura lilla, mentre qui quasi si fa fatica a trovarla anche solo bianca! Qui sotto si possono ammirare i sette colori in cui viene venduta:

Cosí, alla fine ci siamo dovuti "accontentare" di un DS normale (beh non che fossero a corto di colori, la scelta era fra 6 tonalitá differenti, ma poco eclatanti), senza poterne comprare una versione "pittoresca" da esibire a mo' di trofeo introvabile nel barbaro mondo occidentale. Il primo giochino che mi sono presa é un software utile per imparare a scrivere i kanji in bella calligrafia, venduto con l'apposita penna speciale, seguiti a ruota da altri due di mio marito (Super Mario Bros. e Final Fantasy Tactics A2).
Eccolo qui in tutta la sua maestosa bellezza con la sua custodina e il gioco di calligrafia di cui parlavo:


Il gioco é carino, ti permette di imparare con semplicitá l'ordine dei tratti da seguire per scrivere ogni kanji, dandoti poi un giudizio finale sul lavoro eseguito (credo che prendere 100/100 sia impossibile anche per un madrelingua esperto in calligrafia XD). L'unica "pecca" é che, come é facile immaginare dal nome, serve solo per esercitarsi in bella grafia, e quindi la pronuncia dei kanji da scrivere non é riportata, dettaglio che invece sarebbe utile per imparare anche come si leggono...ma ció é ovvio se si pensa che é un gioco creato per giapponesi dando per scontato che giá sappiano leggerli^^;
Comunque, il Nintendo non é l'unico sfizio tecnologico che ci siamo tolti durante questa vacanza...illustreró gli altri succosi acquisti nei prossimi post, stay tuned!^^

venerdì 11 luglio 2008

Il 7Eleven e i suoi fratelli.

Durante i nostri pellegrinaggi giapponesi ci siamo imbattuti di frequente nei konbini (d'altra parte é impossibile non incontrarne, sono disseminati praticamente OVUNQUE). Ma che cos'é esattamente un konbini?

La parola konbini , che si puó scrivere anche kombini, conbini o combini, é la contrazione del termine inglese Convenience Store (non dimentichiamoci infatti che i giappi adorano storpiare ed abbreviare le parole straniere! Ne sentono proprio l'esigenza, é piú forte di loro). Questi negozi non sono altro che dei minimarket dai prezzi davvero convenienti, come dice il nome (infatti con l'equivalente di 10 € ci compri davvero parecchie cose); sono aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ed al loro interno é possibile trovare pressoché di tutto, dalle bevande al dentifricio, dai gelati alla birra, dagli snack alle mutande e biancheria varia, dai prodotti per il make-up alle riviste, dai piatti pronti ai manga, dai medicinali alle ricariche per il cellulare, e offrono inoltre anche diversi servizi, come ad esempio quello di poter fare delle fotocopie o stampare fotografie e molto altro ancora.
La loro capillaritá li rende un punto di riferimento sicuro ed affidabile, poiché dovunque andrai sai che potrai sempre imbatterti in un rassicurante konbini! Si muore di caldo e ti si sono scaricate le pile del telecomando del condizionatore, ma é troppo tardi per andare a comprarle? Hai un buco allo stomaco, in casa non ci sono snack gustosi da mangiare ed é l'una di notte? Provi un irresistibile desiderio di comprarti l'ultimo numero di quel manga che ti piace tanto ma é giá tutto chiuso? Hai finito gli assorbenti/il sapone/il burrocacao/la lozione idratante/il mascara? Hai dimenticato di fare le fotocopie della relazione per domani, oppure di stampare quella foto tanto bella di te e del tuo lui? Niente paura, si va nel konbini sotto casa (sono cosí diffusi che praticamente ogni giapponese ne ha uno sotto casa), a qualsiasi ora! Insomma sono un'ancora di salvezza, quasi come un'oasi nel deserto, ed é inutile dire che mi mancano da morire adesso che sono tornata in patria (T__T)

Riassumendo, oltre al cibo, agli oggetti per l'igiene personale e alle riviste, alcuni dei servizi che vi si possono trovare sono:
  • Ricarica della batteria del cellulare (se siete lontani da casa e dovete fare una telefonata urgente ma il vostro cellulare é morto, qui troverete la soluzione!)
  • Fare fotocopie/stampare foto/inviare fax;
  • Ritirare denaro allo sportello come nei Bancomat;
  • Acquistare tessere telefoniche per le chiamate nazionali e internazionali;
  • Comprare un cellulare prepagato (se siete gaijin turisti occorre fornire l'indirizzo di residenza giapponese, va bene anche quello dell'albergo);
  • Scaldare in loco le pietanze comprate (un forno a microonde o una piastra elettrica sono infatti sempre presenti dietro al bancone);
  • Comprare sigarette;
  • Trovare videogiochi e CD musicali o addirittura scaricare giochi per il Nintendo su un'apposita scheda (lá il Nintendo DS é quasi un'istituzione, chiunque ne possiede uno).
Esistono molte catene di konbini (in totale, i negozi presenti su tutto il territorio nazionale sarebbero piú di 50,000, e il dato é in continuo aumento); il piú famoso e diffuso é il 7Eleven (nella sola Tokyo ce ne sarebbero 1,577, secondo le stime ufficiali), seguono il Lawson (il cui numero di stores a Tokyo è 896) e il Family Mart. Ce ne sono poi innumerevoli altri, come AmPm, SunKus, MiniStop (clicca QUI per il link del sito in inglese), CircleK, SaveOn, Newdays etc...abbiamo cercato di fotografarli tutti, ma l'impresa é fallita perché alcuni sono davvero rari e non li abbiamo trovati^^;

Questo é un 7Eleven ad Ikebukuro (cliccate sulle foto per ingrandirle);

Un Lawson, sempre ad Ikebukuro, con tanto di "fauna" giapponese tipica: notare infatti i due gyaru boys dai capelli decolorati davanti allo store^^

Un Family Mart, ad Ikebukuro;

Un AmPm, a Shiba;

Un SunKus, ad Ikebukuro;

Un Newdays, ad Akihabara;

Un MiniStop, a Shinjuku (l'unico di questa catena che abbiamo visto).

Ed ecco invece come si presenta un konbini al suo interno (aguzzate l'occhio e nella prima foto intravedrete il bakamarito nascosto tra gli scaffali):

Il reparto dei gelati, un sollievo nelle torride giornate estive tokyensi...

Parlando delle bevande, va detto che ce ne sono davvero per tutti i gusti: latte alla fragola, alla pesca, all'albicocca e a mille altri frutti diversi, creme di mais, succhi di verdura e frutta, millecinquecento tipi di té, duemila tipi di caffé, cappuccino e caffellatte (caffé con cioccolato, decaffeinato, extra tostato, latte al caramello, alla cannella, alla nocciola, con la panna, al limone e chi piú ne ha piú ne metta!!)

Ecco la sezione dedicata a manga e magazine, dove si puó notare anche la fotocopiatrice di fianco al salaryman in pausa pranzo che si "legge" beato una rivista porno, mentre sotto vediamo articoli di cancelleria e per l'igiene personale (si possono trovare anche dei biglietti di auguri per tutte le occasioni);

Per incontrare le esigenze di chi ha poco tempo, nei frigoriferi si trova ogni tipo di cibo precucinato e confezionato impeccabilmente, sia in versione o-bento (vassoi con un assortimento di pietanze) sia in versione mono, come ad esempio onigiri, panini, sushi etc, come si puó vedere qui sotto:

Per concludere, alcuni esempi di gustose schifezzuole: lo snack di Naruto, i mitici Pocky, i Toppo et similia.

martedì 1 luglio 2008

Cosplay e gente folle ad Harajuku.

Finalmente Sabato scorso, il 28 di Giugno, non ha piovuto (anche se minacciava di farlo da un momento all'altro) e siamo potuti andare ad Harajuku a vedere il cosplay, che si tiene ogni fine settimana. Morivo dalla voglia di sincerarmi coi miei occhi di quello che finora avevo visto soltanto in foto in Internet o sui libri, e lo spettacolo è stato tutto tranne che deludente, anche se purtroppo non c'erano molti cosplayers a causa del tempo incerto.
Harajuku è forse il quartiere piú giovane e vivace di Tokyo, ed è anche quello dove si incontrano meno salary men in giacca e cravatta; qui la gente si veste in modo informale ed appariscente e il clima che si respira é rilassato e piacevole, pur mantenendo vitalitá e freschezza. Fra l'altro abbiamo anche beccato per caso un concerto di Ayumi Hamasaki, e ci siamo infiltrati per comprare qualche gadget esclusivo, ma di questo parleró in un prossimo post^^
Questi eccentrici ragazzi adorano farsi fotografare, sono lí proprio per mettersi in mostra e dare sfogo al proprio alter-ego estroso e bizzarro. Non c'é nessun fine di lucro, é solo una passione sfrenata ed un puro e sano spirito di esibizionismo ció che li spinge a crearsi con le proprie mani i costumi impiegando ore e ore di lavoro e impegno, oppure a spendere le paghe del part-time nei negozi dedicati a questo tema; per essere veri cosplayers bisogna quasi essere anche un pó attori, perché bisogna entrare completamente nella parte, interpretando al meglio anche il carattere e le movenze del personaggio preferito o dello stile che si é scelto di seguire. Per lo piú si tratta di ragazzi che durante la settimana sono normalissimi studenti o commessi che solo nel weekend possono esternare il loro vero "io", in una societá che nella vita di tutti i giorni non lo rende possibile data la tendenza a premiare l'individuo solo se non spicca dal gruppo e se si uniforma integrandosi al resto della massa (concetto che in Giappone é molto sentito).
Ecco una carrellata dei cosplayers presenti Sabato scorso (cliccare sulle foto per ingrandirle):

Due lolite occidentali...stranisce un pó vederne in mezzo a tutti gli altri cosplayers dagli occhi a mandorla^^

Qui invece il gruppo quasi al gran completo (ne mancavano quattro o cinque).


Ancora il gruppo, ma qui si puó notare il cartello "Free Hugs"^^

Una lolita in rosa curatissima in ogni dettaglio fotografata mentre si stava allontanando dal gruppo.


Ad Harajuku é impossibile annoiarsi...difatti non mancano neanche i pazzoidi(^_^;) Ecco qui un breve filmato di un ragazzo che dava spettacolo esibendosi in assurde "performances"...sembrava fatto (e magari lo era)! Nessuno capiva quello che faceva, credo nemmeno lui stesso, ma ció che è certo è che riusciva a strappare una risata!